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Manifesti fascisti a Pescara, «il Comune li rimuova subito»

Apparsi in piazza Duca e in altre zone della città

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Manifesti fascisti a Pescara, «il Comune li rimuova subito»

Il manifesto affisso

PESCARA. Un manifesto che inneggia al Fascismo «come unica forma di socialismo attuabile».


E’ quello comparso nelle ultime ore in piazza Duca e in altre zone di Pescara (probabilmente anche in altre città). Scritte nere su fondo bianco, nella parte sinistra compare anche l’immagine di un fascio littorio.
La firma è quella dalla Segreteria nazionale di Fascismo e libertà che sul proprio sito internet spiega «lo scopo del Movimento è rilanciare le discussioni sul Fascismo mettendo in luce verità e responsabilità omesse dalla storiografia ufficiale».
Con il manifesto si invitano i cittadini ad aderire al movimento per «realizzare una rivoluzione radicale estrema e completa dell’intero apparato statale, le cui deficienze sono davanti agli occhi di tutti».
Inevitabile la polemica dal momento che in Italia l’apologia del fascismo è un reato nonostante l’associazione assicuri sul web di aver ottenuto «il riconoscimento di liceità con la propria denominazione ed il simbolo del Fascio Repubblicano», dalle sentenze di archiviazione e/o piena assoluzione di diversi tribunali italiani (si cita, tra gli altri, anche il tribunale di Teramo).
«È inammissibile», denunciano gli esponenti del Partito Democratico Antonio Blasioli e Stefano Casciano, «che in una città come Pescara l’amministrazione comunale permetta che vengano affissi sui muri manifesti inneggianti al fascismo. Come è potuto accadere che a piazza Duca ed in tanti altri punti della città apparisse un cartellone, con tanto di fascio littorio in bella evidenza e l’invito ad aderire al Movimento Fascismo e Libertà? Gli uffici comunali non controllano quello che autorizzano o ritengono forse legittima la propaganda fascista? Ed il nostro Sindaco che ne pensa?» 

Blasioli e Casciano fanno notare che l’affissione di quel manifesto «non rispetta l’articolo 12 della nostra Costituzione: l’apologia del fascismo è un crimine. Per tanto chiediamo la rimozione immediata dei manifesti e una verifica sulle responsabilità dell'amministrazione. Non si era mai verificato, prima dell’arrivo dell’attuale governo cittadino, che l’attività di gruppi di estrema destra, violenti e xenofobi, contro ogni forma democratica, lasciassero la loro traccia sui muri cittadini, con tanto di recapiti telefonici e sito internet. Non possiamo permettere che venga offesa così la sensibilità democratica dei pescaresi e Pescara stessa, la sua immagine di città libera e legata indissolubilmente ai valori della Repubblica.
Chiediamo che il Sindaco ponga subito rimedio a questo crimine, coprendo i manifesti e pubblicando un ugual numero di manifesti con la scritta "Pescara rifiuta il fascismo"».

 Il particolare della foto in cui si intravede un timbro

Intanto il sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia, ha dato mandato alla società che gestisce le affissioni pubblicitarie, Aipa, di rimuovere i manifesti. Dall'indagine che il sindaco ha fatto scattare attraverso l'Aipa, è risultato che i manifesti sono abusivi. A una prima ricognizione sono una decina quelli individuati dalla società.

Sulla foto inviata dai consiglieri tuttavia sembra di scorgere un timbro con la scritta "Comune di Pescara"