TERREMOTO SUGLI INDENNIZZI

Al telefono il difensore civico disse: «abbiamo frodato l’assicurazione»

Sbuca una intercettazione clamorosa. Codici firma un nuovo esposto

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Chieti palazzo di città comune

Il Comune di Chieti

PESCARA. Una intercettazione del 2010 inguaia Manuela Pierdomenico, difensore Civico dell’Unione dei Comuni (Pianella, Montesilvano e Spoltore), e broker di professione della Mediass di Pescara.


La donna, al telefono con il sindaco di Pianella, Giorgio D’Ambrosio, ammette di aver concorso nella commissione di una fronde assicurativa per far ottenere al Comune di Chieti i rimborsi spettanti agli edifici comunali per i danni derivanti dal terremoto aquilano. Non una cifra irrisoria, ma oltre 3 milioni e mezzo di euro che arrivarono in città a giugno del 2010, 14 mesi dopo il sisma, e che vennero poi utilizzati per il Municipio, per il teatro Marrucino e per altri edifici pubblici.
Nella stessa telefonata il sindaco di Pianella spiega che lui era riuscito ad ottenere 440 mila euro.
«Ma ti rendi conto questo pezzo di m.... di Di Primio (sindaco di Chieti), centrodestra», dice la donna al telefono con D’Ambrosio, «gli abbiamo fatto prendere 3 milioni e mezzo di euro, io sono andata a fare la liquidazione con la compagnia Reale Mutua, 3 milioni e mezzo gli abbiamo fatto prendere, gli abbiamo detto che il danno era per il terremoto mentre il danno era pregresso, il palazzo del Comune, sta per cadere, abbiamo fatto la frode per fargli vedere guarda sindaco ti stiamo dando 3 milioni e mezzo per la città…».
Dunque secondo quello che dice la stessa Pierdomenico l’amministrazione comunale non avrebbe avuto diritto a quei soldi ma dicendo che i danni erano stati causati dal sisma i soldi poi sono arrivati a destinazione.
Poi il difensore civico continua a lamentarsi aggiungendo che per il terremoto «nessun ente si era assicurato per tale evento mentre loro sono riusciti a far prendere 50 milioni all’ospedale San Salvatore».
La Digos, titolare dell’indagine ‘principale’ che coinvolgeva D’Ambrosio, incappò in questa telefonata e chiese all’autorità giudiziaria se esistessero elementi validi per avviare un procedimento penale nei confronti di Pierdomenico, sottolineando che emergevano dall’intercettazione «gravi indizi di colpevolezza a suo carico in relazione ad una truffa assicurativa in ambito regionale».
Se a seguito di questa segnalazione si sia poi aperta una indagine parallela al momento non si sa.
Ma oggi l’associazione Codici chiede provvedimenti nei confronti del difensore civico. Oltre a presentare un esposto alla magistratura pescarese chiede ai sindaci di Spoltore, Montesilvano e Pianella di revocarle l’incarico.
«Lei difende i diritti dei cittadini», ha commentato il segretario provinciale Domenico Pettinari, «e lei confessa di aver commesso dei reati… è inconcepibile». Codici invierà una segnalazione anche all’Isvap e alla Reale Mutua che hanno erogato i risarcimenti e «devono essere considerata parti lese».

Alessandra Lotti