DIRITTI E ROVESCI

Incompatibilità cariche elettive, il prefetto tira le orecchie al Consiglio comunale

Carlo Benedetti: «persi 15 giorni di tempo»

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ricostruzione barisciano
L’AQUILA. Esattamente sette giorni fa il Consiglio comunale aveva deciso di non decidere.


Anzi aveva deciso di non essere competente per poter decidere sulla questione sollevata dalla legge Barca della incompatibilità di cariche amministrative pubbliche con quelle in qualche modo legate alla ricostruzione (direttore dei lavori, progettista, ecc).
La pregiudiziale è stata presentata dal consigliere Giustino Masciocco (Pdl) che ha eccepito che non rientra nei compiti e nelle competenze del Consiglio comunale valutare l’incompatibilità delle cariche ricoperte dai consiglieri.
Ma adesso arriva il prefetto Francesco Alecci a mettere la parola fine, stabilendo di fatto che il Consiglio comunale ha sbagliato e chiedendo al Consiglio di nuovo riunirsi con la massima urgenza per deliberare in ordine alla causa di incompatibilità.
«La norma utilizzabile nel caso specifico – recita la nota del prefetto – è l’articolo 69 del Tuel (testo unico degli Enti Locali), che si occupa di incandidabilità, ineleggibilità e incompatibilità, anche dei consiglieri comunali. L’articolo infatti, - si legge ancora nella nota – attribuisce all’Assise Civica un vero e proprio potere-dovere, in caso di sopravvivenza di una condizione di incompatibilità a carico di un consigliere, di contestare a quest’ultimo tale situazione. Pertanto, il Consiglio comunale dichiarandosi incompetente a provvedere, non ha rispettato il precetto dell’articolo 69 e ha posto il consigliere interessato nelle condizioni di non formulare osservazioni a sostegno della eventuale tesi della insussistenza della sopravvenuta condizione di incompatibilità».
«Avevo già dichiarato, in sede di Consiglio, – ha commentato il presidente Carlo Benedetti– la mia ferma opposizione alla pregiudiziale presentata da Masciocco. La nota del Prefetto non è che una conferma della errata interpretazione del consigliere. Sono rammaricato per aver perso 15 giorni preziosi per la discussione di tale delibera. Ad ogni modo, – ha concluso il presidente del Consiglio – la delibera sarà riproposta al prossimo Consiglio comunale, così come indicatoci dal Prefetto».