ACQUA SALATA

Acqua Chieti, Di Primio annulla le bollette della discordia

Dopo giorni di scontri arriva il colpo di scena

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Umberto Di Primio

Umberto Di Primio

CHIETI. Il Comune ha deciso di annullare le bollette relative all’acconto per il consumo dell’acqua 2012.

Dopo giorni di polemiche e contestazioni arriva la decisione finale: tutto da rifare «a causa delle inesattezze commesse dalla Società Teateservizi, incaricata della riscossione», sottolinea il primo cittadino.
Quindi non bisogna pagare ma attendere che arrivi un nuovo bollettino, ci si augura esatto.
Dopo la rateizzazione concessa nei giorni scorsi adesso l’amministrazione comunale cambia strada e ha deciso che è meglio cancellare tutto con un colpo di spugna per evitare ulteriori problemi.
Così la giunta Di Primio ha approvato una delibera con la quale si è chiesto alla Teateservizi, «in via d’urgenza», di annullare le bollette e provvedere ad una nuova emissione prevedendo la possibilità di pagamento in tre rate e la quantificazione del consumo presunto tenendo conto dei metri cubi fatturati per il 2011 sulla base, però, di un lasso di tempo di dodici mesi e non di quelli considerati nella fatturazione della Teateservizi.
«Tengo a precisare – ha rimarcato il sindaco - che il provvedimento è stato deciso per evitare disagi ai cittadini ed affrancare la Teateservizi, quindi il Comune, da ricorsi».
«Riconosciuta la responsabilità di chi ha costretto l’amministrazione ad adottare provvedimenti correttivi al fine di tutelare i diritti dei cittadini», ha detto anccora il primo cittadino, «non posso non ricordare che la grave situazione economica in cui l’Ente si trova è colpa anche del Governo di centrosinistra che mi ha preceduto, lasciando in eredità oltre otto milioni di euro di debiti nei confronti di ACA, per fatture di acqua non pagate relative agli anni 2006- 2007-2008 e non provvedendo ad emettere bollette per la riscossione dei ruoli dell’acqua per diversi anni, costringendo così la mia amministrazione a richiedere ai cittadini di pagare quelle annualità arretrate e a questi ultimi di sobbarcarsi l’onere di pagare in modo ravvicinato somme che avrebbe potuto corrispondere in più annualità».