LA BOCCIATURA

Messa in sicurezza strade e piste ciclabili, Comune Roseto perde finanziamento regionale

Esclusi anche altri 26 comuni e Tre Province

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Messa in sicurezza strade e piste ciclabili, Comune Roseto perde finanziamento regionale
ABRUZZO. Il Comune di Roseto perde i Finanziamenti regionali per la messa in sicurezza della rete stradale e delle piste ciclabili.

Con delibera n.783 del 26.11.12 al n. 21 , la regione comunica che il progetto di finanziamento presentato dal comune di Roseto è «non ammesso» per «Incoerenza delle informazioni».
«E’ un duro colpo per la nostra città», commenta Marco Borgatti, portavoce della Federazione della Sinistra Roseto PRC\PdCI. «Tutti noi , cittadini di Roseto, conosciamo lo stato di crisi della nostra rete stradale dopo l'alluvione del 2011 e il rapido peggioramento dovuto alle precipitazioni dei mesi scorsi. Ogni giorno i residenti ,di diverse zone della città , portano le loro lamentele negli uffici comunali per le condizioni di degrado di alcune strade».
L'amministrazione di centrodestra giustifica la mancanza di manutenzione con la carenza di fondi.
Ora i fondi erano disponibili ma il comune per «incoerenza di informazioni» non è riuscito ad ottenerli dalla Regione Abruzzo.
«Qualcosa sembra non quadrare», continua Borgatti. «Riteniamo doveroso, da parte delle forze consiliari tutte, convocare un Consiglio comunale sul tema per capire le cause di questo errore ed individuare le responsabilità. Di certo è una magra figura per l'amministrazione che, nonostante appartenga allo stesso schieramento maggioritario in regione, non è riuscita ad ottenere lo stanziamento necessario alla messa in
sicurezza delle nostre strade. Chiediamo all'opposizione presente in consiglio di muoversi sul tema.
La giunta dovrà rispondere ai cittadini per questa grave mancanza inaccettabile».

GLI ALTRI ESCLUSI
Ma sono stati esclusi dai finanziamenti anche altre amministrazioni pubbliche: i comuni di Casalbordino, Collecorvino, Giulianova, Penne, Pianella, San Giovanni Teatino (per «assenza della dicitura prevista nel bando», le Province di Teramo e Chieti e L’Aquila.
Stessa «incoerenza delle informazioni», anche per Alba Adriatica, Bucchianico, Campli, Castel di Sangro, Roccaraso, Ateleta, Celano, Ortucchio, Chieti, Corropoli, Controguerra, Fossacesia, Guardiagrele, Lanciano, Ortona, Roseto, San Vito Chietino, Sulmona, Teramo e Tocco da Casauria.