LEGALITA'

Montesilvano consegna le chiavi della città alla sorella di Giovanni Falcone

Questa mattina la cerimonia in Comune

WhatsApp PdN 328 3290550

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

1593

Montesilvano consegna le chiavi della città alla sorella di Giovanni Falcone

Ruggero e Falcone

MONTESILVANO. Conferita all’unanimità la cittadinanza onoraria alla professoressa Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso nell’attentato di Capaci venti anni fa, dall’amministrazione comunale di Montesilvano.


La cerimonia si è tenuta questa mattina nel Consiglio comunale convocato in seduta solenne nel corso del quale il vice sindaco Lino Ruggero le ha consegnato simbolicamente le chiavi della città.
«Non voglio essere retorica – ha commentato Maria Falcone - e per questo vi dico che sono sinceramente contenta di questa cittadinanza, anche se la cosa fondamentale è sentirsi cittadina italiana ed europea così come si sentiva, sono sicura, mio fratello Giovanni. Montesilvano condivide con la mia famiglia ed in particolare con Giovanni l’amore per il mare. Il suo desiderio, quando cercava un momento di stacco, era quello di farsi una nuotata. Quando era a Roma si era abbonato in una piscina dove andava tutti i giorni alle sei del mattino. Ringrazio i consiglieri per gli interventi e per l’amore che hanno espresso nei confronti di Falcone, che però a me non piace chiamare eroe, anche se lo è diventato suo malgrado. L’impegno che dobbiamo assumere oggi è quello di difendere la democrazia a tutti i costi, perché tutte le mafie ne rappresentano una grande minaccia. E’ sempre più importante far conoscere la Costituzione ai nostri giovani, perché in essa è racchiuso tutto il nostro domani».
 E’ stato il vice sindaco Lino Ruggero a portare i saluti del Sindaco Di Mattia, assente nell’occasione per sopraggiunti impegni personali che gli hanno impedito di essere presente.  Il sindaco ha voluto inviare un suo messaggio di gratitudine per la giornata e, rivolgendosi a Maria Falcone ed alle persone impegnate in prima persona nella difesa dei valori costituzionali e della legalità, ha scritto:«Nei loro occhi, nelle loro vite, nel loro esempio c’è l’Italia che ammiriamo e che ci fa sentire orgogliosi del Paese. A venti anni dalla strage di Capaci, oggi le parole del giudice Falcone colpiscono ancora profondamente le nostre coscienze di cittadini.  Dobbiamo farle nostre, digerirle nello stomaco e fissarle nelle nostre teste».
La cittadinanza onoraria arriva al termine di una mattinata intensa, cominciata alle 09.30 con un  convegno  organizzato e coordinato dall’avvocato Federico Gentilini, presente anche lui all’incontro, a cui hanno partecipato oltre alla professoressa Falcone, il vice sindaco di Montesilvano, Lino Ruggero, il presidente del Consiglio di Montesilvano, Carlo Tereo de Landerset, l’assessore Enzo Findanza, l’assessore regionale, Carlo Masci, Marco Alessandrini per l’Associazione Emilio Alessandrini ONLUS; Nicola Trifuoggi, già Procuratore della Repubblica di Pescara.
«Quando è morto Giovanni – ha detto Maria Falcone -  ero straziata dal dolore di aver perso il mio caro fratello e ricordo che mentre mi recavo ai suoi funerali, la città di Palermo era stata tappezzata di manifesti che riportavano una sua frase: “Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini”. Allora mi sono chiesta cosa potevo fare per continuare la lotta alle mafie. Da lì è nato il mio impegno per contribuire al cambiamento culturale della società, dialogando con i giovani studenti e con gli insegnanti, cha hanno un ruolo importantissimo, perché, come diceva Giovanni “la mafia sarà sconfitta da un esercito di maestri elementari».