BRUTTE SORPRESE

Comune Francavilla nuovo debito da 1mln. Il sindaco: «non ne posso più»

Rischio dissesto: in totale i debiti sono circa 8,3 mln (quelli noti)

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Antonio Luciani

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FRANCAVILLA. Un’altra tegola sotto forma di un nuovo debito fuori bilancio si abbatte sulle casse del Comune di Francavilla al mare: si tratta di oltre 1 mln di euro per l’Alento gas.

Tra citazioni della Banca Ifis e debiti fuori bilancio quotidiani che hanno raggiunto proporzioni drammatiche, in pratica il sindaco Antonio Luciani sta operando come il curatore fallimentare di un’azienda decotta: per il momento sta ancora cercando di conoscere lo stato passivo del Comune in attesa di capire come potrà pagare i debiti quasi tutti ricevuti in eredità dalla giunta Angelucci.
 Infatti ha incaricato il suo assessore alle finanze di predisporre un elenco aggiornato - e quanto più possibile vicino alla realtà - di questa massa debitoria che rischia di soffocare il Comune e di portarlo al dissesto.
«Stiamo ricostruendo l’itinerario di questo debito dell’Alento gas – spiega il sindaco – che ha un’origine molto complessa e attraversa anche le bollette del gas non pagate. Appena sarà tutto più chiaro lo spiegherò in una conferenza stampa. Un mio commento? Non se ne può più di registrare questi fatti e per il Consiglio comunale è molto difficile far fronte a questa emergenza».
 E allora tra bollette non pagate, che infatti sono crediti, ed altre operazioni sulla società che risalgono al passato, è un pò più difficile ricostruire il tutto. Ma l’Alento gas non è una nuova conoscenza per il Comune. Addirittura fu uno dei primi scogli della giunta Di Quinzio, quasi un annuncio di quello che sarebbe stato scoperto poi e cioè che a Francavilla non si pagava quasi nulla, dal gas alla Tarsu ai canoni enfiteutici e chi più ne ha più ne metta. E in assenza di incassi la giunta Angelucci pagava le spese correnti con i prestiti della Banca Ifis, che ora li rivuole dalla giunta Luciani.

UNO SCATOLONE CHIUSO
La storia dell’Alento gas, che fu il primo campanello d’allarme per la giunta di Quinzio, nasce da una scoperta dell’allora direttore Paolo Consalvi che aveva trovato nei suoi uffici uno scatolone chiuso. Quando chiese al sindaco cosa farne, Di Quinzio lo consigliò di aprirlo alla presenza di un paio di testimoni e di riferire a lui. Cosa che Consalvi fece, con tanto di verbale agli atti del Comune.
«Dentro – racconta Di Quinzio - c’erano 600 mila euro di bollette del gas che non erano state spedite ai cittadini e che il precedente direttore aveva “dimenticato” nello scatolone».
 Dopo un paio di mesi, di fronte ad altri episodi strani, Consalvi si dimise, mentre il sindaco di allora tentò di allacciare un rapporto con questa società, senza riuscirci pienamente. Ora l’Alento gas torna prepotentemente alla ribalta ed il suo debito rischia di far avvicinare pericolosamente la soglia psicologica dei 10 mln di euro di debiti fuori bilancio.
 Erano infatti a quota 7,3 mln, poi si è aggiunto quest’altro milione gas, mentre non si sa ancora come e con quale cifra classificare la richiesta della Banca Ifis. Cioè la storia degli ultimi sindaci si ripete: invece di governare la città, Luciani deve preoccuparsi di rimettere in ordine i conti del Comune e di far funzionare la macchina amministrativa. Fino a quando i consiglieri se la sentiranno di votare il riconoscimento di questi debiti.

Sebastiano Calella