BANCHE

Carichieti cancella gli uffici di Bologna e licenzia sei dipendenti

Stop all’ex Safibo e all’ex Flashbank, i sindacati contrattano l’uscita di 5 impiegate

Redazione Pdn

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

8161

CARICHIETI

CARICHIETI

CHIETI. La Carichieti chiude a Bologna la sua sede e licenzia 5 dipendenti.


Si tratta dell’inizio di una ristrutturazione interna che ha tagliato quanto veniva considerato un ramo improduttivo della Cassa di risparmio. E’ solo l’inizio? Probabilmente sì. Il settore è profondamente in movimento ed il programma di risanamento interno intrapreso dalla nuova dirigenza ha dato un primo segnale. Saltano dunque gli uffici ex Safibo, ex Flashbank ed ora ex Carichieti, nonostante il risultato ampiamente positivo della semestrale che ha fatto registrare utili interessanti, addirittura giudicati un pò eccessivi durante la visita ispettiva della Banca d’Italia, tanto che sono stati ridotti portando a riserva parte degli utili.
E’ amaro il commento dei sindacati sul licenziamento di questi sei dipendenti della sede di Bologna.
«E’ una crisi che riguarda tutti», commentano Fabi regionale e Fisac Cgil Abruzzo al termine della trattativa che è stata conclusa non senza difficoltà, dopo la comunicazione che Carichieti voleva chiudere questi uffici.
In pratica questa chiusura ha messo fuori gioco le 6 dipendenti addette all’attività di supporto alle filiali ed alla rete di vendita per la gestione del quinto dello stipendio. Dopo la comunicazione ufficiale della chiusura dell’ufficio al 31 dicembre, è stata aperta la procedura che ha portato al licenziamento collettivo delle 6 lavoratrici dell’ufficio amministrativo. Al termine di una trattativa difficile e, dopo aver ascoltato le 6 dipendenti interessate, è stata adottata questa soluzione: 5 di loro entreranno nel fondo di solidarietà emergenziale di settore. E questo consentirà loro di percepire un accompagnamento economico di 24 mesi unitamente all’accredito dei contributi previdenziali ed ad un incentivo economico all’esodo. Per la sesta lavoratrice è stato concordato il trasferimento presso la Sede centrale di Chieti. «Nonostante sia stato raggiunto un accordo che riesce a garantire un temporaneo sostegno al reddito – spiegano Francesco Trivelli, Fisac Cgil e Domenico Avitto, Fabi regionale - siamo consapevoli che il risultato raggiunto non attenuerà le difficoltà a cui le lavoratrici andranno incontro. Nonostante il difficile scenario economico nel quale il settore versa, il nostro auspicio è che ci siano le condizioni per la riassunzione delle lavoratrici in altre banche operanti in Emilia Romagna. A tal fine, i sindacati si impegnano ad interessare l’Organo di vigilanza, le Istituzioni territoriali e le Fondazioni bancarie di riferimento affinché si possano trovare le giuste soluzioni per non perdere le professionalità esistenti e, ancor di più, i livelli occupazionali».
s. c.