CRIMINALITA'

L’Aquila, il cantiere più grande d’Europa. Il procuratore: «aquilani siano vigili»

Occhi aperti in vista della ricostruzione pesante

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L’Aquila, il cantiere più grande d’Europa. Il procuratore: «aquilani siano vigili»
L’AQUILA. Un appello ai cittadini affinchè «siano vigili».

E' il monito che il procuratore della Repubblica facente funzione dell'Aquila, Stefano Gallo, che è anche procuratore distrettuale antimafia abruzzese, lancia ai cittadini nel cratere del terremoto nell'esprimere la sua opinione sul fenomeno delle infiltrazioni mafiose in quello che si annuncia, con l'avvio della ricostruzione pesante, il cantiere più grande d'Europa. Come già ampiamente dimostrato subito dopo il sisma gli appetiti e i tentacoli della malavita sono pronti a fiondarsi sui grandi appalti che avranno il merito di far rinascere la città.
«Non si possono fare graduatorie sulle organizzazioni malavitose più pericolose», ha detto.
«Noi, comunque, siamo molto attenti ma dovrebbero farlo tutti, a partire dai cittadini. In fondo sono loro i committenti di appalti privati milionari e devono essere vigili a fare scelte giuste».
Gallo, alla guida della procura aquilana come pm più anziano dopo la scomparsa alla fine di agosto del procuratore capo Rossini, parla a pochissimi giorni dall'arrivo del nuovo capo della procura, Fausto Cardella, proveniente da Terni.
«Per quanto ci riguarda noi siamo a disposizione, siamo presenti, attenti e disponibili a ricevere ogni istanza da parte dei cittadini - ha continuato il magistrato -. Certo, il lavoro è tanto ma non ci risparmiamo».
Come si presenta in generale la situazione sul rischio di infiltrazioni mafiose in Abruzzo? «La guardia deve rimanere sempre alta, abbiamo le migliori risorse ed i migliori uomini segno che dal livello nazionale non siamo mai stati lasciati soli, - ha concluso Gallo - c'é grande attenzione nei nostri confronti e questo ci fa essere molto motivati e fiduciosi».