L'INCHIESTA

Elettrodotto Villanova Gissi, indaga anche la procura di Lanciano

Il pm chiede archiviazione ma c’è opposizione

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Elettrodotto Villanova Gissi, indaga anche la procura di Lanciano

LANCIANO. Si deciderà il 15 aprile prossimo il futuro dell’inchiesta della procura di Lanciano che sta indagando sull’elettrodotto Villanova-Gissi.

L’elettrodotto in questione è la seconda parte della mega opera di ingegneria che dovrebbe portare energia elettrica dal Montenegro attraverso un cavo sottomarino da Tivat a Pescara e poi da Villanova di Cepagatti fino a Gissi via terra con un elettrodotto aereo.
A presentare un dettagliato esposto ai magistrati di Chieti è stato nei mesi scorsi Antonio Di Pasquale che ha denunciato la mancata pubblicità dell’operazione da parte dei Comuni, togliendo così ai cittadini la possibilità di opporsi.
«Sono 351 le abitazioni civili attraversate», aveva denunciato il perito, «105 i milioni di euro di danni patrimoniali, solo 1 avviso su 9 è stato pubblicato sugli albi pretori dei Comuni interessati».

Parte dell’inchiesta è stata stralciata ed è finita a Lanciano. Un’altra parte è rimasta a Chieti dove poi è stata archiviata. Lo stesso destino potrebbe avere anche il filone finito per competenza nel territorio frentano. Infatti anche in questo caso il pm ha chiesto l’archiviazione ma Di Pasquale ha presentato opposizione.
Sul destino dell’indagine (se dovrà morire definitivamente, se si dovrà continuare ad indagare o rinviare gli atti al gup) deciderà il gip in primavera.
Intanto, però, il Ministero dello Sviluppo Economico ha autorizzato definitivamente la realizzazione dell’elettrodotto e quindi a breve potrebbero cominciare i lavori. Sullo sfondo resta l’inchiesta che come detto potrebbe definitivamente evaporare o individuare responsabilità precise.
«Se i giudici rinviassero a giudizio eventuali dirigenti o funzionari denunciati ritenendoli responsabili dell’omessa pubblicazione dell’avviso», dice Di Pasquale, «dovrebbe essere annullata l’autorizzazione data, si dovrebbe ripetere il procedimento amministrativo e dovrebbero essere pagati tutti i danni alle centinaia di persone coinvolte alle quali sono stati lesi i diritti al contraddittorio ed alla difesa».
a.l.