LA DIATRIBA

Rifiuti Montesilvano, Di Mattia: «la mia gestione è trasparente»

Maragno: «quanto costerà alle casse pubbliche il trattamento a freddo?»

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Foto: Fabio Urbini

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 MONTESILVANO. Il sindaco Attilio Di Mattia respinge le accuse di mancata trasparenza nella gestione dei rifiuti.

Nei giorni scorsi la giunta comunale ha revocato l’aggiudicazione della gara vinta da Ecologica Sangro (poi diventata Rieco)  . Da mesi il primo cittadino denuncia «anomalie, dubbi di contenuti»  su quell’appalto e ultimamente è tornato a mettere l’accento sugli «effetti devastanti» che ci sarebbero per le casse comunali. Per sostenere quel contratto vinto dal gruppo Di Zio, ha detto il sindaco, il Comune dovrebbe aumentare la Tarsu e Di Mattia proprio non vuole.
Ma dubbi in queste ore sono stati espressi da parte di Margno anche sul brevetto sul quale vuole puntare la giunta comunale e che viene venduto come «rivoluzionario» per la gestione dei rifiuti e già in uso in moltissime capitali mondiali tra cui Tel Aviv, Los Angeles e Sidney.
«Maragno mi accusa di poca trasparenza», replica il sindaco, «perché una volta eletto voglio realizzare un progetto di trattamento rifiuti annunciato in campagne elettorale, illustrato e raccontato in ogni occasione ed in ogni incontro pubblico ai montesilvanesi?»
Di Mattia sostiene che  oggi a Montesilvano si sta cercando «di cambiare quello che per anni, oltre all’interesse della magistratura, ha portato la città ad una gestione medievale dei rifiuti, con percentuali di differenziata tra le più basse della Regione. Se prima di me qualcuno si fosse posto il problema di pensare ad un progetto organico e aderente alla realtà territoriale sui rifiuti, oggi non mi sarei ritrovato costretto a prendere decisioni così forti, ma altrettanto necessarie».
Portare una città come Montesilvano da una raccolta differenziata al di sotto del 14% ad una copertura totale in pochi mesi, alla luce di altre esperienze, «significa pensare di governare con la bacchetta magica», protesta Di Mattia riferendosi all’offerta della ditta vincitrice ritenuta praticamente impossibile da realizzare. «Prevedere che  “tutti i benefici derivanti dalla vendita del materiale recuperato al netto di una quota fissa per il Comune” vadano a favore della ditta aggiudicatrice, significa voler  raccogliere solo le briciole di una gran fetta di pane», continua il sindaco. «Realizzare un porta a porta spinto senza pianificare sufficienti stazioni ecologiche (il progetto ne prevede solo una) significa non essere attenti.  Chiedere ai montesilvanesi di pagare molto di più la tarsu  e svuotare le casse comunali significa vivere in un altro pianeta. Io mi sto muovendo per gradi, cercando di sistemare la situazione ereditata, con un nuovo bando per la raccolta dei rifiuti che prevede sì il porta a porta, ma graduale e per step, accompagnato quindi da una raccolta stradale; un progetto realistico e vantaggioso per i montesilvanesi».
Sul piano, poi della smaltimento, e quindi del brevetto israeliano, il sindaco assicura che «si stanno mettendo in moto tutte le procedure necessarie  a realizzare, se possibile, l’impianto di trattamento meccanico biologico dei rifiuti a freddo che andrebbe a rivoluzionare tutto il sistema ed a posizionare Montesilvano ai primi posti per capacità di gestione dei rifiuti. Di poco trasparente c’è solo chi si ostina a difendere ed a conservare un sistema distorto e che avrebbe firmato ad occhi chiusi un contratto perché tanto a pagare sarebbe stato Pantalone, cioè i montesilvanesi».
Ma per Maragno i dubbi restano. Il consigliere sostiene che avrebbe potuto garantire una consulenza gratuita «per evitare le parcelle da 100 mila euro e per risparmiare 300 mila euro già investiti nel sistema di videosorveglianza. Purtroppo non siamo stati interpellati da Di Mattia».
Il consigliere fa poi notare al sindaco che nella sua maggioranza «ci sono esponenti di primo piano dell'ex amministrazione Cordoma. Potrebbe chiedere conto a loro del bando già assegnato a Rieco (ex Ecologica Sangro). Dal canto nostro ci siamo solamente limitati a chiedere se erano state fatte tutte le necessarie procedure a evitare un contenzioso. Ribadiamo la nostra semplice richiesta di avere prima i dati di un progetto milionario per la gestione dei rifiuti, per il quale ci impegniamo a dare il giusto sostegno in aula se saranno rispettati i principi di economicità e trasparenza».
Maragno chiede inoltre di sapere quanto costerà all'amministrazione questa tecnica, oltre ai 100 mila euro già messi in bilancio per la consulenza. Vorrebbe anche conoscere gli obiettivi in termini di percentuale di raccolta differenziata e quanto costeranno le isole ecologiche per gli step graduali di cui parla il sindaco.