LA PROTESTA

Sulmona, «devastato il parco storico di Villa orsini per costruire una strada»

Gli ambientalisti: «sospendere subito tutto»

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Sulmona, «devastato il parco storico di Villa orsini per costruire una strada»
SULMONA. La realizzazione della nuova strada all'interno del parco di Villa Orsini «è uno scempio ambientale di inaudite proporzioni».

La pensa così il Wwf secondo cui i lavori in atto, che comprendono un ponte sul fiume Gizio e una grande
rotatoria, «deturperanno in maniera irreversibile uno dei più importanti polmoni verdi di Sulmona e una delle più antiche ville storiche sopravvissute fino ai giorni nostri».
L'area di Villa Orsini, anche se di proprietà privata, svolge importanti funzioni pubbliche sotto il profilo ambientale e naturalistico. Proprio per il suo valore la villa, risalente alla fine del '700, e il parco, di 60.000 metri quadrati, sono sottoposti a ben tre vincoli: monumentale, paesaggistico ed ambientale, oltre a quello idrogeologico per la presenza del fiume Gizio.
Il parco annovera un notevole patrimonio arboreo, tra cui diversi imponenti alberi secolari.
«Solo chi non ha alcuna sensibilità e rispetto per il nostro patrimonio ambientale e culturale», denunciano ancora gli ambientalisti, «poteva concepire un'opera del genere che, se da un lato eroderà territorio di pregio, dall'altro non arrecherà alcun vantaggio alla collettività. L'unico risultato tangibile sarà stato quello di aver sperperato denaro pubblico, per la ragguardevole cifra di un milione di euro, per peggiorare la qualità della vita dei cittadini».
La nuova arteria, infatti, se portata a compimento, creerà secondo il Wwf più problemi di quanti promette di
risolverne, «con il prevedibile congestionamento del traffico in via Freda e nell'intersezione di questa con viale Mazzini».
«È inaccettabile», commenta il presidente Luciano Di Tizio, «che un'opera dall'impatto così elevato sia stata calata a sorpresa sulla testa dei cittadini. Il progetto della nuova strada, infatti, non solo non è mai stato sottoposto al confronto con la cittadinanza ma addirittura non è mai stato portato alla discussione in Consiglio Comunale».
In presenza di dubbi sulla correttezza dell'iter seguito, sia per quanto riguarda le procedure urbanistiche che il rilascio di tutte le autorizzazioni e nulla osta da parte delle competenti autorità, il Wwf Abruzzo ritiene indispensabile che i lavori vengano immediatamente fermati al fine di chiarire tutti i lati non chiari della vicenda. L'associazione auspica, inoltre, che le indagini avviate dalla Magistratura, alla quale è stato presentato un esposto con oltre 700 firme, si concludano rapidamente al fine di accertare se siano
state rispettate le leggi vigenti ed adottare, qualora ciò non fosse avvenuto, i provvedimenti che il caso richiede. «Nel frattempo il Comune potrebbe rivedere le proprie scelte scommettendo sull'ambiente, come le
piste ciclabili, e non sul cemento».