IL CASO

Piscina Provinciale, anche il Pd ora concorda sulla diffida

Di Meo: «bisogna rispettare le regole»

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Piscina Provinciale, anche il Pd ora concorda sulla diffida
PESCARA. Nei giorni scorsi la consigliera regionale del Partito Democratico Marinella Sclocco si era spesa in prima persona per il salvataggio della piscina provinciale.

Nei giorni scorsi, però, il Pd della provincia non ha sostenuto la mozione del consigliere Camillo Sborgia (Idv), che chiedeva di sospendere ogni tipo di diffida nei confronti dell’associazione Orione, che gestisce l’impianto. Il Partito Democratico si è astenuto e, per un solo voto, il provvedimento è stato bocciato
«Noi non siamo assolutamente contrari al salvataggio della piscina provinciale e a quello del suo ruolo sociale», spiega Andrea Di Meo, «ma non possiamo per questo rinunciare alle regole e un partito come l’Idv dovrebbe capire bene la nostra posizione».
Di meo ricorda che  la dirigente del settore Bucco ha fatto una relazione «precisa e pesantissima sul tema» nella quale ha evidenziato che Orione aveva, secondo il bando che ha vinto e che gli ha permesso di aggiudicarsi la gestione della piscina provinciale, degli obblighi esatti da adempiere, come l’ammodernamento della struttura.
«Non solo», ha fatto notare Di Meo, «non ha tenuto fede alle clausole del bando, al quale ha risposto solo lei in quanto le altre associazioni, evidentemente, si sono presto rese conto dei limiti del bando stesso, ma sembra anche che da diversi mesi non versi più i canoni mensili di locazione. Alla luce di tutto ciò e per tutelare gli utenti stessi della piscina, non si può accettare di proseguire nell’irregolarità. Siamo convinti della necessità di aprire un tavolo fra amministrazione provinciale e gestori per analizzare e decidere come agire per il futuro».

«Da un partito come l’Italia dei Valori», ha continuato il consigliere, «sempre attento alle regole e alla legalità, ci aspetteremo qualcosa di più di un suo rappresentante che, per puro sentimento elettoralistico, nell’ottica delle future regionali, attacchi il Pd per aver semplicemente voluto seguire le indicazioni tecniche e procedurali proposte dalla dirigente del settore. Sarebbe il caso di smetterla con questo populismo spicciolo».
Ma per Sborgia è necessario fare in modo che si riapra un tavolo di concertazione tra Regione, Provincia, Coni, federazioni sportive e associazione Orione «perché le istituzioni si prendano le proprie responsabilità concrete davanti ai cittadini e per scongiurare definitivamente il rischio della chiusura dell’impianto. Come presidente di Commissione Vigilanza do’ la mia piena disponibilità a convocare un’altra seduta straordinaria in Provincia perché la  piscina provinciale deve restare aperta».

«PD CONFUSO»
 «Non accetto lezioni di legalità e di rispetto delle regole da chi mi lancia accuse infondate sulla piscina provinciale», replica il consigliere dell’IdV, Camillo Sborgia.
«Il gruppo provinciale del Pd e’confuso – continua Sborgia -  E’ confuso perché prima fa una cosa e poi ne dice un’altra; e’ confuso perché non sa, o fa finta di non sapere, che la richiesta di sospensione della diffida di certo non blocca e non sospende le procedure di accertamento di presunte irregolarità del gestore della piscina da parte della Provincia che deve tutelare il proprio interesse e con esso quello dei cittadini. La richiesta della sospensione della diffida, dunque, è una richiesta legittima nel pieno rispetto delle regole e delle leggi».
Questa avrebbe avuto, secondo Sborgia, due effetti:  il primo,  la scongiura della chiusura della piscina provinciale e quindi  la possibilità dei tantissimi utenti, ragazzi, disabili ed anziani di continuare a frequentarla senza dover pagare loro un prezzo altissimo per mancanze di altri; il secondo, l’apertura di un tavolo, che oggi anche il Pd invoca.