LA PROVOCAZIONE

Sciopero del sesso contro la chiusura del punto nascita di Sulmona

L’iniziativa lanciata dal Comitato Punto Nascite

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Sciopero del sesso contro la chiusura del punto nascita di Sulmona
SULMONA. La lezione di Lisìstrata è sempre attuale.

Così come l'eroina della commedia di Aristofane si appellò a tutte le donne dell'antica Grecia per invitarle allo sciopero del sesso affinché i loro uomini la smettessero di combattersi tra loro, ora il Comitato Punto Nascite invita le donne del comprensorio Peligno e Sangrino a fare altrettanto: astenersi rigorosamente da ogni attività sessuale fino a quando non sarà assicurata l’esistenza, senza soluzioni di continuità, dei reparti di Pediatria, Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Sulmona.

L’impegno delle donne dei Comprensori del Centro Abruzzo è convincere gli uomini, il 99% degli amministratori di quest’area è costituita da maschi, ad intervenire in modo concreto, positivo e risolutivo sulla questione del Punto nascite dell’ospedale S.S. Annunziata di Sulmona, mobilitandosi, protestando, sollecitando chi di dovere a garantire una volta per tutte e per sempre l’operatività del Punto Nascite dell’ospedale di Sulmona.
«La protesta "no sex"», spiegano dal Comitato, «è l'estrema ratio per convincere gli amministratori a muoversi per scongiurare la definitiva chiusura del punto nascite e, pertanto, il definitivo tracollo della ragione stessa di un servizio sociale e medico di prioritaria importanza. L’impegno che dovranno assumersi i candidati delle amministrative del 10 marzo 2013 dovrà essere, incondizionatamente, di vigilare e proteggere i reparti dell’ospedale di Sulmona, una volta eletti, in special modo quelli che interessano il Punto Nascita. Impegnandosi per iscritto su questo fronte e dimettendosi dalla carica nel caso in cui i reparti del presidio ospedaliero vengano chiusi durante il loro mandato».
 «A prescindere da ciò che dettano a livello nazionale o impongono in Regione occorre salvaguardare e garantire la salute della donna del Centro Abruzzo», continua il Comitato, «soggetto di diritto su cui non possono gravare in alcun modo i tagli della sanità disposti a livello regionale per ruberie e ladrocini di cui la donna abruzzese non ha alcuna colpa. Parliamo di esseri umani che oltre al dolore del parto non devono in nessun caso patire ulteriori sofferenze, né le donne devono essere messe a rischio con il nascituro in grembo per raggiungere obbligatoriamente, attraverso vie di collegamento spesso impraticabili, la costa e l’aquilano. Occorre in primis riconoscere le capacità del personale medico ospedaliero dell’ospedale di Sulmona che, nonostante l’abbandono in cui versa la struttura, porta avanti con onore e professionalità i reparti, inclusi quelli del punto nascita i cui interventi non hanno nulla da invidiare a quelli posti in essere nelle più avanzate strutture ospedaliere e cliniche private abruzzesi specializzate nei parti. Sulmona non è certo un "paese per vecchi", ma tra poco non sarà nemmeno un "paese per bimbi"».