SANITA'

Guardie mediche tagliate, sindaco di Palena «ennesimo attentato all'Abruzzo interno»

«Rivedere i tagli e non cominciare sempre dalle zone interne svantaggiate»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4144

Guardie mediche tagliate, sindaco di Palena «ennesimo attentato all'Abruzzo interno»


PALENA. E’ sconfortato il sindaco di Palena alla notizia che al Comitato ristretto dei sindaci della asl di Chieti è stata comunicata la prossima chiusura del locale servizio di Guardia medica.

«E’ una strana regione l’Abruzzo – commenta Domenico Parente – qui si aprono i Parchi e si chiudono gli ospedali e le scuole. Senza dire poi che c’è un accanimento particolare contro le zone interne, quasi un attentato “etnico”, nel senso che se c’è da tagliare si comincia dall’interno montano. E poi ci si lamenta dello spopolamento e l’Istat scopre che la popolazione aumenta solo sulla costa. Ma se qui non ci sono i servizi, la gente se ne va».
 Si spieghi meglio…
«Conosco la logica dei numeri e dei soldi che non ci sono – continua il sindaco Parente – ogni giorno in Comune dobbiamo affrontare un’emergenza con risorse sempre minori. Allora cerchiamo di ridistribuire il poco che c’è e di privilegiare alcune priorità. Faccio un esempio: se a Chieti c’è una guardia medica ogni 5 mila abitanti, pur avendo sul territorio due grossi ospedali a portata di mano, in proporzione a Palena – dove per raggiungere un ospedale ci vogliono quasi due ore - ci dovrebbe essere una Guardia medica ogni 500 abitanti. E invece tagliano proprio qui. Altro esempio: al Distretto di Lama dei Peligni c’era un otorino che poi è andato via. Non l’hanno sostituito e le liste di attesa sono lunghissime. Come dire che a noi non ci pensa nessuno».
Il sindaco  parla di «un nuovo attentato alle popolazioni dell’alto Aventino che ormai si vedono azzerati i servizi sanitari, a parità di tasse rispetto alle città costiere e popolose. Da anni ormai i tagli», ripete, «sono a senso unico e sono basati sulla logica dei numeri che però vengono usati a piacimento: si prende in considerazione il numero di abitanti (una guardia medica ogni 5.000 abitanti), ma non si tiene conto dei tempi di percorrenza per raggiungere i presidi sanitari. Senza scomodare la Costituzione, che purtroppo è usata come zerbino a tutti i livelli, questa politica di tagli ciechi, da chi la subisce viene percepita come una politica di sterminio etnico».
Secondo il primo cittadino non si può assistere impotenti a quello che definisce  «genocidio» e per questo chiede alla Regione ed alla Asl di riconsiderare le decisioni prese, verificando i numeri nella loro completezza, rideterminando la distribuzione dei presidi di guardia medica, “pesandoli” con i tempi di percorrenza, e di rispettare il piano sanitario regionale, con l’attivazione dei presidi di emergenza urgenza e con unità di 118 che possano raggiungere Palena nel giro di 5 minuti.
«E’ vero che si deve tagliare, ma perché si parte dalle aree interne e svantaggiate?»
s. c.