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UdA, è scontro in CdA sull’uso della vecchia graduatoria per il personale

Quattro consiglieri esprimono perplessità sulle scelte del direttore generale

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Il rettore Di Ilio

Il rettore Di Ilio

CHIETI. Si apre con il botto la nuova gestione del CdA della d’Annunzio.

 E di colpo salta la tradizione della passata gestione, quando il tempo per scrivere il verbale del Consiglio di amministrazione era più lungo delle discussioni per approvare – quasi sempre all’unanimità – i provvedimenti all’odg. Infatti ieri la riunione è durata fino a sera: «segno positivo – secondo il rettore Di Ilio – il Cda ha dimostrato di voler discutere ed approfondire i molti punti in discussione».
In sostanza c’è stata battaglia sul provvedimento più importante, cioè il tentativo di dare una copertura collegiale alla decisione del direttore Filippo Del Vecchio di utilizzare una vecchia graduatoria del 2008 per promuovere alcuni dipendenti. Apriti cielo: «ma come vi permettete di essere contrari?», «ma come ti permetti tu di proporci un provvedimento che non solo non è all’odg, ma che è anche sbagliato. Noi non l’approviamo, se vuoi il provvedimento fattelo da solo e prenditi le tue responsabilità».
Questo più o meno il dialogo – meglio definirlo “scontro” - tra i quattro professori che hanno espresso le loro perplessità sostanziali (Stefano Civitarese, Riccardo Palumbo, Ivo Vanzi e Cristina Caroli Costantini) ed il direttore Del Vecchio. Insomma ieri – al di la del contenuto specifico del provvedimento che riguardava il personale e che alla fine comunque è stato adottato - c’è stato un assaggio di quello che significa avere in CdA esperti di economia e di diritto amministrativo che sanno leggere i provvedimenti e che non sono “yes man”. Per la cronaca, solo il professor Luigi Capasso non ha seguìto i colleghi. Allora salta quella graduatoria e sono inutili le diffide che qualche dipendente sta per inviare? Non sembra questo il problema, anche perché stamattina i decreti di promozione erano pronti ed alcuni dipendenti sono stati già chiamati.
Il dato politico che sembra evidente è un altro. Il CdA, nella sua composizione attuale, sembrava strutturato per esprimere la maggioranza del passato, con alcuni consiglieri provenienti dai precedenti consigli di “vecchio rito”. Alla prima prova però è emersa la competenza specifica dei quattro tecnici di area amministrativa ed economica- giuridica, il che pone a Carmine Di Ilio, rettore in carica, il problema di non poter contare nell’obbedienza gesuitica “perinde ac cadaver” del CdA. Con un corollario molto importante su cui il rettore dovrà lavorare con le sue capacità di mediazione e che riguarda il rapporto direttore - consiglieri. Il CdA ha una sua autonomia ed una sua responsabilità che non possono essere messe in discussione. E siccome il rettore Di Ilio è un acceso tifoso del Pescara, sa bene che nella querelle tra il presidente Sebastiani ed alcuni consiglieri comunali per l’uso dello stadio (e canoni relativi), il passo falso del vertice del Delfino è stato attaccare i consiglieri del Comune. Come dire, se non lo può e non lo deve fare Sebastiani, tanto meno si può fare verso i consiglieri del CdA.
Sebastiano Calella