L'UDIENZA

Bussi, ricomincia il processo dei veleni

Ieri il gup ha deciso sulla costituzione delle parti civili

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Il pm Annarita Mantini

Il pm Annarita Mantini

PESCARA. Si ritorna al via. Il processo sulla mega discarica dei veleni e la contaminazione dell’acqua distribuita alla popolazione della Val Pescara è ripreso ieri.
La prima udienza preliminare davanti al giudice Gianluca Sarandrea ha visto la presentazione delle eccezioni preliminari e la decisione sulla costituzione delle parti civili, cioè enti interessati ed ipoteticamente danneggiati dalla presunta condotta illecita. Saranno questi enti che poi potranno avanzare in caso di colpevolezza la richiesta di risarcimento danni.
L’udienza è stata subito rinviata al 31 gennaio mentre nel tardo pomeriggio di ieri il gup ha emesso la sua prima ordinanza.
La decisione è giunta come una mannaia per Arta, Cgil, Comune di Chieti, Associazione Eva, Associazione Earth, Ecoistituto e Miladonnambiente, che non saranno parte civile nel procedimento.
Il giudice ha invece confermato altre parti civili che erano già state ammesse nelle fasi precedenti e accolto le richieste dei comuni di Torre de' Passeri e Pescara (quest’ultimo rappresentato dall’avvocato Franco Perolino) per tutto ad eccezione del danno all'immagine.
«Il Comune di Pescara», ha detto l’assessore Berardino Fiorilli, «si ritiene a pieno titolo persona offesa a tutela degli interessi dei propri cittadini che potrebbero essere stati danneggiati dalla presenza di quella discarica. In tal senso non possiamo che sostenere e approvare in pieno l’attività portata avanti sino a oggi dalle Associazioni ambientaliste che hanno saputo tenere alta l’attenzione e la guardia su una vicenda tanto grave e scandalosa, sotto la quale si nascondono anni di silenzio e di disattenzione, anche da parte delle Istituzioni. Ci chiediamo come sia stato possibile non accorgersi per anni di quanto accadeva a Bussi, ci chiediamo quali possano essere state le conseguenze materiali determinate dalla presenza di una tale ‘bomba’ ecologica e in tal senso riteniamo fondamentale uno studio epidemiologico, l’unico che sarà in grado di fare piena chiarezza sotto il profilo sanitario su una simile vergogna».
Tra i soggetti ammessi anche l’associazione Codici che ha confermato l’ammissione della costituzione di parte civile accettando la richiesta presentata dal legale, Gaetano Di Tommaso.
Il processo Bussi ha avuto vita travagliata e dopo una serie di udienze preliminari durate oltre un anno e mezzo vi è stato il rinvio a giudizio del gup, Luca De Ninis, che aveva anche modificato i capi d’accusa. Giunto in dibattimento il processo però si è concluso in poche udienze con la dichiarazione di incompetenza del collegio giudicante presieduto da Antonella Di Carlo che non ha potuto far altro che rispedire le carte ai pm Mantini e Bellelli per ricominciare da capo. Contestualmente il giudice ha anche deciso di modificare nuovamente i capi di imputazione che allo stato dovrebbero spostare il giudizio alla Corte di Assise di Chieti.
Tutto questo in ipotesi poiché a questo punto è il nuovo gup che dovrà decidere se e come tenere conto delle precedenti decisioni non esattamente in linea tra di loro.