SIGILLI

Falso e abuso d’ufficio, sequestrato maxi impianto fotovoltaico. 4 indagati

Mancanza di autorizzazioni e parere negativo dell’Autorità di Bacino

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Falso e abuso d’ufficio, sequestrato maxi impianto fotovoltaico. 4 indagati
QUADRI. Sequestro preventivo questa mattina a Quadri, località Santa Fina, di un’area di 54 mila metri quadri sulla quale si sta realizzando un impianto fotovoltaico da 3 Mw.

Quattro le persone indagate: il legale rappresentante della Felicioni Energy srl (committente dei lavori), il legale rappresentante della Felicioni Menagment srl (esecutore materiale dei lavori), il direttore dei lavori e il responsabile del procedimento amministrativo.
Il decreto di sequestro è stato firmato dal giudice per le indagini preliminari Massimo Canosa, su richiesta della Procura di Lanciano che contesta i reati di falso e abuso in atti di ufficio e  l’esecuzione dei lavori dell’impianto in violazione  del vincolo paesaggistico.
Le  indagini sono state svolte sotto la direzione del comandante dal Corpo Forestale dello Stato del Comando Provinciale di Chieti, Livia Mattei, dai forestali di Villa Santa Maria.
Venerdì scorso il pm ha fatto richiesta di sequestro e questa mattina sono scattati i sigilli.
Secondo quanto emerso in fase di indagine i lavori sarebbero cominciati senza il nulla osta della competente Sopraintendenza e senza il prescritto titolo abilitativo della Competente Autorità di Bacino su area sottoposta a vincolo idreogologico.
Il parere dell’Autorità di Bacino è arrivato in realtà solo dopo l’avvio dei lavori con una formulazione «nettamente negativa» in quanto «una fonte di rischio potrebbe essere connessa con periodi di forti precipitazioni che, non adeguatamente regimentate, favorirebbero il decadimento delle caratteristiche fisico-meccaniche dei terreni e il loro scorrimento superficiale».
Inoltre, contesta l’accusa, mancava anche il permesso a costruire, titolo necessario in vista dell’ impianto fotovoltaico di  3 MW complessivi.
Formalmente il progetto sarebbe stato frazionato in tre diversi impianti di 1 MW, per beneficiare della  Procedura Abilitativa Semplificata ed eludere dunque la normativa.
Sempre in corso di indagine si è scoperto che sarebbero stati realizzati lavori  consistenti anche in opere in conglomerato cementizio armato senza presentare la prevista denuncia al competente ufficio regionale.
Il pm contesta inoltre la falsità delle delibere e determinazioni adottate dal responsabile del procedimento «per agevolarne ed anzi accelerarne la realizzazione».
Gli inquirenti hanno scoeprto che una relazione tecnica depositata il 18.10.12 è stata positivamente valutata a tempo di record nello stesso giorno e l’esecuzione dei lavori intrapresa il giorno successivo.
Nelle motivazioni di sequestro il gip parla anche di  «situazione di pericolo per la pubblica incolumità implicitamente rilevata nel parere dell’Autorità di Bacino». Un fatto «da fare ritenere altresì estremamente grave e rilevante la situazione di minaccia per cose e persone connessa alla realizzazione degli impianti di cui trattasi specie in un periodo di forti precipitazioni quale quello attuale».