CITAZIONE E DANNI

Francavilla, la Banca Ifis cita il Comune per oltre 10 mln di euro

Il sindaco: «ci costituiremo in giudizio e saremo noi a chiedere i danni»

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Francavilla, la Banca Ifis cita il Comune per oltre 10 mln di euro

La giunta Luciani

FRANCAVILLA. Una citazione della Banca Ifis per 10.600.000 euro più gli interessi legali, più i danni di immagine, è stata notificata al Comune di Francavilla al mare.
Si tratta del prestito concesso a suo tempo da questa banca all’amministrazione presieduta da Roberto Angelucci e poi restituito solo in parte dal Comune, con corollario di polemiche, di indagini della Gdf di Chieti e di condanna della Corte dei conti a carico della vecchia giunta. Dopo anni di silenzio in tutta questa bufera di contestazioni per un prestito che secondo gli inquirenti non si poteva fare, improvvisamente la banca si è risvegliata per riavere i soldi prestati e lo ha fatto richiedendo l’intero importo del prestito, senza tener conto delle somme intanto restituite e che hanno fatto diminuire il debito a circa 4 milioni e mezzo.
«Confermo: la citazione è arrivata e non c’è nessun cenno ai soldi restituiti, che sono circa 7 mln – spiega il sindaco Antonio Luciani – da avvocato capisco la tecnica usata: tocca al Comune come controparte dimostrare che abbiamo già versato buona parte del prestito ottenuto. E questo lo faremo. Ci dovremo costituire in giudizio e vedremo di dimostrare non solo che non dobbiamo pagare danni, ma che il danno lo abbiamo subìto noi come comune. Ne ho parlato con la maggioranza che mi sostiene e stiamo valutando anche l’ipotesi di chiamare a rispondere di eventuali danno la vecchia giunta Angelucci».

 Questa citazione riapre dunque vecchie ferite che già avevano reso difficile la vita della precedente giunta Di Quinzio aggredita dai debiti avuti in eredità. E fu proprio lui insieme al direttore generale Antonio Infantino a cercare di porre riparo a questo buco colossale delle casse comunali, con un piano di rientro dal debito poi sospeso. Poi la patata bollente è passata alla giunta Luciani, mentre la Corte dei conti intanto ha condannato già Angelucci ed i suoi assessori per questa operazione un pò disinvolta, visto che si trattava di un’operazione di factoring improprio. Infatti - a garanzia del prestito - la giunta aveva offerto i futuri incassi dei tributi comunali, il che non si può fare. In realtà durante la discussione delle controdeduzioni alle richieste della Corte dei conti, l’avvocato Massimo Cirulli - che difendeva uno degli inquisiti – sostenne che il danno per il Comune non c’era perché il contratto è nullo visto che vìola alcune leggi e la Costituzione che disciplina quali finanziamenti può ottenere un Comune.
Al di là di come si svilupperà ora questa citazione, si pone di nuovo il problema Corte dei conti perché se il Comune subirà un danno economico a seguito di una condanna, di nuovo sarà chiesto ai vecchi amministratori di far fronte a queste spese.
Insomma una vicenda che da una parte illustra un certo modo di amministrare, quando si ottengono finanziamenti non per le opere pubbliche, ma per la spesa corrente e, dall’altra, smentisce tutto quanto è stato detto – anche recentemente – sulla regolarità dell’operazione Banca Ifis, un’operazione che a suo tempo la Cassa di Risparmio di Chieti non volle effettuare.

Sebastiano Calella