LA VERTENZA

Micron, è un dramma: arriva la conferma, «700 esuberi»

Pietrucci: «la Regione è assente»

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Micron, è un dramma: arriva la conferma, «700 esuberi»
L’AQUILA. Una terribile ipotesi paventata stamani, dal direttore generale per l’Italia Sergio Galbiati, che prevede l’esubero di 700 lavoratori.
In una nota l'azienda spiega che «c'è la necessità di ristrutturare il sito di Avezzano», e che la cosa è «indispensabile per adattare la capacità produttiva al calo di domanda per assicurare la continuità dello stabilimento».
L'annuncio è stato dato presso il Ministero dello Sviluppo Economico, durante l'incontro tra la direzione aziendale della Micron Technology Italia, i rappresentanti istituzionali e le parti sociali. Durante l'incontro, recita l'azienda in una nota la Micron «ha dichiarato la sua necessità di ristrutturarsi per adattare la capacità produttiva al calo di domanda ponendo le condizioni per la continuità dello stabilimento di Avezzano. Le condizioni di mercato continuano ad essere sfidanti nell'intero settore dei semiconduttori, compreso quello delle memorie».
In particolare per quel che riguarda Avezzano, l'evoluzione del mercato e la forte pressione competitiva «non consentono all'impianto di produzione a 200 millimetri di prevedere volumi superiori al 50-60% della capacità produttiva nel medio-lungo termine determinando, di conseguenza, un eccesso di forza lavoro pari a 700 persone».
«Il Ministero», continua l’azienda nella nota, «prendendo atto di quanto dichiarato dall'azienda, ha suggerito di continuare ad utilizzare nell'immediato gli ammortizzatori sociali ordinari. Allo stesso tempo ha dichiarato la propria volontà a lavorare sinergicamente con Micron su ipotesi per ridurre l'impatto che la situazione prospettata può avere nel futuro».
Si è impegnato, quindi, a fissare entro tre settimane un nuovo appuntamento in cui, sulla base di un piano industriale, si valutino i passi successivi, con la contestuale attivazione di ammortizzatori sociali non ordinari. «Il momento è complicato ed è positivo constatare la volontà di impegno da parte di tutti per cercare soluzioni realistiche che permettano di lavorare per un futuro dello stabilimento in questo territorio, minimizzando il più possibile l'impatto sociale», ha dichiarato Fabrizio Famà, Responsabile delle Risorse Umane e degli Affari Generali di Micron Technology Italia.

SCONCERTO NELL'AQUILANO
Incredulo il capo di gabinetto del sindaco dell’Aquila, Pierpaolo Pietrucci che ha riferito la notizia dei 700 esuberi. Secondo lui questa ipotesi «getterebbe L’Aquila e la sua provincia, in una crisi economica del tutto irreversibile».
Lo stabilimento Micron di Avezzano rappresenta una realtà produttiva di primaria importanza per la Marsica e l'Abruzzo intero e i numeri parlano chiaro: oltre 2mila dipendenti e produzione pari al 40% del PIL dell'area marsicana e ben il 10% dell'export regionale.
Pietrucci lancia un appello perché la provincia aquilana e l’Abruzzo intero si mobilitino contro questa «sciagura» e si augura «una forte assunzione di responsabilità da parte del Governo che bene conosce la drammatica situazione occupazionale in cui versa questo territorio».
Ma il capo di gabinetto di Cialente si dice «basito» per l’atteggiamento della Regione Abruzzo, «ancora una volta assente e quindi totalmente disinteressata alle sorti economiche di questa povera terra».
Ma quello di oggi è un boccone troppo amaro da mandare giù. La città dell’Aquila ed il suo territorio hanno già subito la fine del Polo Elettronico, uno dei più importanti d’Italia, e la conseguente negazione di un futuro lavorativo per migliaia di persone.
«Perdere oggi altri 700 posti di lavoro che in prospettiva, senza l’ingresso di una partnership, diventerebbero 2000 – ha concluso Pietrucci - oltre che gettare tantissime famiglie, spesso monoreddito, nello sconforto più totale, significherebbe decretare la morte dell’Abruzzo interno e la totale impossibilità di risollevarsi per lunghissimo tempo».

LEGNINI: LA MICRON SI ASSUMA LE PROPRIE RESPONSABILITA'
«Nella riunione di oggi», ha commentato il senatore del Pd Giovanni Legnini, «è stato indicato un percorso che deve portare all’individuazione di nuovi partners e di un nuovo progetto industriale.  
Si tratta di un percorso non facile durante il quale la Micron è chiamata ad assumersi fino in fondo tutte le sue responsabilità, un percorso che deve essere seguito direttamente dal Governo ma che potrà camminare solo se la mobilitazione unitaria, democratica e civile dei lavoratori e dell’intera popolazione della Provincia dell’Aquila farà sentire la sua voce con una determinazione adeguata alla dimensione del problema e del dramma che si potrebbe verificare».
 Per Legnini adesso bisogna mettersi «tutti a disposizione del sindaco di Avezzano e delle organizzazioni sindacali per partecipare direttamente alle forme di mobilitazione che verranno indicate, spero che anche la Regione, oggi clamorosamente assente all’incontro di Roma, possa immediatamente assumere il ruolo e la responsabilità che gli competono  in una vicenda di questo genere».

DI PANGRAZIO: SOLIDARIETA' AI LAVORATORI
«Esprimo solidarietà e vicinanza ai lavoratori della Micron, coinvolti in questa difficile vertenza», ha detto invece il sindaco Giovanni Di Pangrazio. «A tal proposito auspico una forte e costante presenza del Governo nazionale e regionale a favore del territorio marsicano con l’obiettivo di tutelare i livelli occupazionali. La Micron – conclude – rappresenta una realtà produttiva di primaria importanza per l'Abruzzo».

UIL: LA MICRON NON HA FORMALIZZATO ESUBERI
«Per noi tutelare lo stabilimento di Avezzano significa aprire un tavolo al dicastero di politica industriale riferito al settore dei semiconduttori-memoria in Italia», ha detto invece il coordinatore della Uilm Abruzzo, Michele Lombardo.
«Al Ministero l'azienda non ha formalizzato esuberi, ma l'intenzione di lasciare l'Italia» spiega il sindacalista in una nota. «Abbiamo rigettato al mittente - conclude Lombardo - l'eventualità di sederci a un tavolo vertenziale per discutere nei termini avanzati da Micron. E' possibile, però aprire proprio presso il Ministero un tavolo negoziale sulle politiche industriali nel settore dei semiconduttori, dove la prospettiva in Italia del 'core-business' di questa multinazionale statunitense possa incrociarsi con i destini della StMicroeletronics, anch'essa operante nel perimetro nazionale».