UNIVERSO UNIVERSITA'

UdA, la Cgil all’attacco sulla gestione del personale

«Discutibile l’uso di una graduatoria del 2008 per la progressione verticale»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2853

Antonio Pellegrini

Antonio Pellegrini

CHIETI. Non si è fatta attendere la risposta del sindacato all’esclusione di un rappresentante del personale nel nuovo CdA della d’Annunzio.


«La Flc (federazione lavoratori della conoscenza) Cgil si farà promotrice anche con gli altri sindacati di una richiesta di variazione dello Statuto, proprio perché il personale non può essere escluso dalla gestione dell’ateneo - dichiara il segretario Antonio Pellegrini - ad esempio a Bologna, proprio per guardare ad università più antiche e prestigiose, c’è una Consulta del personale tecnico amministrativo che esprime parere obbligatorio e non solo consultivo su tutti i provvedimenti che riguardano il personale. Un modo efficace di riconoscere che l’università è fatta anche da altre persone, non solo studenti e docenti».
 Dunque siete molto critici sulle scelte del rettore?
«Da ex consigliere uscente del CdA – continua Pellegrini – vorrei dire che mentre rispetto le scelte legittime del rettore, ho qualche perplessità per la nomina di un pensionato del Miur che ha sicuramente un curriculum prestigioso e di tutto rispetto (il riferimento è a Luigi D’Addona, ndr), ma a mio parere i pensionati dovrebbero godersi la pensione. Invece, una volta nominati in questi ruoli, sembrano più una richiesta di tutela rispetto al Ministero. Io avrei puntato su consiglieri più giovani». Preoccupato che il CdA possa decidere sul personale senza la vostra presenza? «Qualche problema già c’è – continua Pellegrini – e non solo sulla nuova pianta organica su cui abbiamo posizioni differenti. Siamo perplessi, molto perplessi sul fatto che il nuovo direttore Filippo Del Vecchio voglia riesumare una vecchia graduatoria di un corso concorso del 2008 finalizzata alla progressione verticale interna. Come sindacato abbiamo raccolto le lamentele del personale e le abbiamo girate alla Cgil nazionale per un parere su questo uso. In attesa di una risposta ci chiediamo se questa graduatoria sia valida ancora oggi e se ci sono promossi e bocciati. Il bando di quel concorso dice altro, ma se Del Vecchio ritiene che sia valida, poteva utilizzarla anche prima. Ed invece ci sono state promozioni di alcuni, senza tener conto di questa graduatoria. Rispolverarla oggi è un pò contraddittorio».


 In effetti il decreto del direttore generale che approva gli atti della selezione verticale, pubblicato il 12 marzo 2008 spiega, all’art. 10 “che la graduatoria rimane efficace per un termine di ventiquattro mesi e che non da luogo a dichiarazioni di idoneità alla selezione concorsuale”.
 Ma, come dice il sindacato, c’è stato un uso a corrente alternata di questa graduatoria, il che genera qualche perplessità, così come il possibile passaggio di alcuni candidati dalla graduatoria dell’area tecnica a quella amministrativa. Il fatto è che questa pratica del mancato utilizzo delle risultanze di quel corso concorso non è solo una denuncia sindacale, ma riemerge a sorpresa in un parere legale per confermare il diritto di essere chiamato da parte di chi ha partecipato a quella selezione, proprio in forza di questo mancato uso. Ma al di là del valore di un parere di parte, resta il fatto che la decisione – errata o corretta – di utilizzare questa graduatoria rischia di essere adottata in modo conflittuale con il personale. Il che fa emergere che dietro la polemica sul CdA ci sono comportamenti a rischio contestazioni nella gestione delle risorse umane.
Sebastiano Calella