IL CASO

Aca. Rifondazione: «lo stipendio dei politicanti continuiamo a pagarlo noi»

Ieri l’assoluzione per i vertici della spa per assunzioni clientelari

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PESCARA. L’Aca non è un ente pubblico ma una spa. Nulla rileva il fatto che sia a totale capitale pubblico. Le regole che la governano sono diverse da quelle dell’ente pubblico.


Potrebbe essere questo ragionamento giuridico alla base della sentenza di assoluzione con la formula “il fatto non sussiste” che ha decretato ieri la fine di un procedimento aperto dopo un esposto di Codici per assunzioni clientelari. Il collegio presieduta dal giudice Massimo De Cesare depositerà le motivazioni tra 90 giorni e solo allora sarà possibile capire le ragioni della decisione ed eventualmente procura e la stessa associazione potrebbero fare appello.
Di un cosa si è certi “il fatto non sussiste” non significa che all’Aca non siano mai state fatte assunzioni clientelari. Tutt’altro. Ma solo che secondo i giudici quella condotta non è reato. La realtà è diversa e la ricorda brutalmente Corrado Di Sante (Rc)
«A distanza di un decennio la sostituzione delle municipalizzate con le Spa», sostiene il segretario provinciale di Rifondazione Comunista, «ha generato in tutta Italia la crescita esponenziale del clientelismo e delle assunzioni. L’Abruzzo non è stato da meno, insomma c’è stata un'appropriazione privata da parte del ceto politico (in questo caso di centrosinistra) della cosa pubblica. La sentenza non cancella il dato politico: il Pd e altri partiti hanno per anni gestito l'Aca assumendo esponenti di partito, parenti, amici degli amici. Il costo di questo sistema di assunzioni senza concorsi la pagano i cittadini sulla bolletta. È emblematico che gli imputati si siano difesi cercando di dimostrare che l’Aca non è ente pubblico e che dunque non potevano applicarsi le norme per le assunzioni imposte a questi, ovvero i concorsi. È evidente che nella gestione delle SPA del servizio idrico si assommano la scarsa trasparenza della gestione privatistica e i vizi della cattiva politica fatta di clientele e malaffare».
E poi Di Sante si domanda: «sarà un caso che pochi giorni fa Candeloro Forestieri, ex dirigente del Comune di Montesilvano e della Provincia di Pescara, esponente del PD, candidato alle Primarie di Montesilvano, un curriculum di tutto rispetto, sia stato nominato direttore generale dell’Aca la Spa? E’ forse un requisito quello di essere iscritti o vicino al PD per occupare le postazioni del carrozzone clientelare Aca?»
Lo scorso 21 novembre il comune di Napoli è diventata la prima città italiana ad attuare la gestione pubblica dell'acqua, nel rispetto della volontà espressa da 27 milioni di elettori con il referendum del 12 e 13 giugno 2011, infatti l’Arin la società per azioni è diventata ABC ovvero azienda speciale Acqua bene comune, ente di diritto pubblico.