LA SENTENZA

Truffe informatiche, la Banca popolare di Lanciano deve risarcire il cliente

Provvedimento dell’Arbitro Bancario e Finanziario

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LANCIANO. Banca Popolare di Lanciano e Sulmona deve risarcire un proprio cliente del denaro sottratto da ignoti a seguito di una frode informatica.
Diventano sempre più i consumatori che, seguiti dall’ associazione Robin Hood per il tramite dell’avvocato Gianni Falconi hanno presentato ricorso all’ Arbitro Bancario e Finanziario (alcuni dei quali ancora pendenti) per ottenere il risarcimento delle somme sottratte a seguito di frode informatica e non solo.
In questo caso, al consumatore G.T. di Teramo sono stati sottratti 1.200 euro dalla propria carta Bancomat. G.T. dopo aver verificato l’anomalia sul suo estratto conto di operazioni non effettuate da lui ha denunciato la frode sia alla banca che alla Polizia Giudiziaria.
Alla richiesta di risarcimento, nella misura eccedente la franchigia contrattuale, Banca Popolare di Lanciano e Sulmona s.p.a ha rifiutato il rimborso «in ragione della coesistenza, nel medesimo arco temporale, di operazioni riconosciute e non riconosciute».

«La risposta della banca», commenta Pasquale Di Ferdinando dell’associazione Robin Hood, «è priva di fondamento ed offensiva della buona fede e della intelligenza del consumatore. Inoltre non tiene conto che la legge sui sistemi di pagamento impone alle banche o alle società emittenti oneri probatori gravosi: equivale a dire che nella maggior parte dei casi sono le società a dover sopportare i danni conseguenti a truffe informatiche e non, come sinora accaduto, i consumatori».

G.T., il consumatore rivoltosi all’associazione Robin Hood, ha presentato il ricorso all’ Arbitro Bancario e Finanziario che, con provvedimento ha accolto le ragioni del consumatore condannando la Banca a rimborsare 1.212,42 oltre 150 euro di franchigia come da contratto, oltre a subire i costi del procedimento.