IL PROCESSO

Terremoto. Scontri a Roma, ammessi solo 6 testimoni per la difesa

Iniziato il processo che conta tre imputati

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Terremoto. Scontri a Roma, ammessi solo 6 testimoni per la difesa

L’AQUILA. Dopo il rinvio del 4 ottobre si è tenuta ieri la seconda udienza del processo per la manifestazione aquilana del 7 luglio 2010 a Roma.
Tanti gli esponenti del comitato 3e32 ieri presenti in aula per essere vicini ai 3 ragazzi imputati.
«Purtroppo il processo», commentano dal Comitato, «non è iniziato nel migliore dei modi perché degli oltre quaranta testimoni indicati nella nostra lista la V Sezione Collegiale del Tribunale di Roma ne ha ammessi solamente a 6 (da individuarsi a scelta della difesa)».
Una decisione che ha lasciato sorpresi gli esponenti del Comitato «soprattutto se si considera che gli 8 testimoni indicati dalla Procura sono stati tutti ammessi. Siamo comunque convinti che l'infondatezza dell'accusa di resistenza aggravata a pubblico ufficiale emergerà chiaramente sin dalla visione dei numerosi video della manifestazione prodotti dalla difesa e tutti acquisiti dal Tribunale; tali documenti dimostrano con chiarezza che quel giorno siamo stati aggrediti dalle forze dell’ordine solo perché abbiamo manifestato, per sostenere le ragioni della nostra protesta, fin sotto i palazzi del Governo».
La prossima udienza è stata fissata per il 25 marzo 2013; proprio il giorno prima del processo per l’occupazione di CaseMatte a Collemaggio che si terrà a L'Aquila.
Il Comitato lancia un appello di solidarietà e di presenza «per far sentire la nostra vicinanza a chi viene accusato perché non si è lasciato prendere in giro dalla favola del “miracolo della ricostruzione” ed ha manifestato pubblicamente il proprio dissenso ritenendo di avere il diritto di difendere il futuro proprio e quello della sua città».