LA SENTENZA

Assunzioni clientelari all'Aca, assolti Catena e Di Giovanni

Cadute tutte le accuse della Procura

WhatsApp PdN 328 3290550

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

6064

Assunzioni clientelari all'Aca, assolti Catena e Di Giovanni

I giudici

PESCARA. «Assolti perchè il fatto non sussiste». E’ questa la decisione presa questa mattina dal tribunale collegiale di Pescara guidato dal giudice Massimo De Cesare  per l'ex direttore dell'Azienda comprensoriale acquedottistica Bartolomeo Di Giovanni e l'ex presidente Bruno Catena. I due erano accusati di abuso d'ufficio ma questa mattina hanno tirato un sospiro di sollievo. La vicenda riguardava presunte assunzioni clientelari all'Aca nel periodo 2005-2008. A far scattare le indagini alcuni esposti dell'associazione Codici costituitasi parte civile.

Secondo l’ipotesi accusatoria del pm Valentina D’Agostino, Catena (difeso dagli avvocati Ugo Di Silvestre e Daniela Rocchi) e Di Giovanni (difeso dall'avvocato Fabrizio Di Carlo) avevano violato le disposizione sancite dalla Costituzione che prevedono che per l’accesso ai posti di lavoro enti pubblici (e l’Aca è una società pubblica) bisogna superare un concorso pubblico.

L’accusa -che aveva verificato caso per caso- contestava assunzioni clientelari anche di amici e parenti di politici locali in assenza di una pianta organica.
Gli imputati invece si sono difesi cercando di dimostrare che l’Aca non è ente pubblico e che dunque non potevano applicarsi le norme per le assunzioni imposte a questi. 

Questa mattina è arrivata per loro l’assoluzione piena. Entro 90 giorni si conosceranno le motivazioni dei giudici e a quel punto la Procura e l'associazione Codici potrebbero pensare ad un ricorso in appello. Delusione questa mattina per l'associazione che tutela i diritti dei consumatori che teme che con questa sentenza possa uscire fuori un messaggio distorto circa la legittimità delle 'segnalazioni'.