IL CASO

Via Caduti per Servizio, una casa per la ‘donna coraggio’

La signora vivrà nel quartiere Zanni

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Isabella del Trecco

Isabella Del Trecco

PESCARA. Per mesi è stata presa di mira da abusivi e altri utenti di via Caduti per Servizio per essere stata una ‘donna-coraggio’.

Si è spesa in prima persona e ha avuto la forza di denunciare a Forze dell’Ordine e Istituzioni le problematiche sociali del rione dove viveva con il padre anziano.
Ha subito il danneggiamento dell’auto personale, così come del portone del proprio alloggio, nel difficile civico numero 25, con l’aggravante di essere anche diversamente abile, dunque doppiamente ‘fragile’.
«Oggi, finalmente, siamo riusciti a trasferire la donna in un altro rione della città, a Zanni», ha annunciato l’assessore alle Politica della Casa, Isabella Del Trecco, «e le abbiamo consegnato le chiavi del nuovo appartamento dove abbiamo effettuato degli interventi necessari per adattarlo alle esigenze della famiglia. E le lacrime di gioia e di speranza della donna sono state il più bel regalo che mai potessimo ricevere».
La donna, diversamente abile, spesso costretta in carrozzina, vive da sempre con il padre in via Caduti per Servizio, legittima assegnataria di un alloggio popolare nella palazzina Ater situata al civico 25. Purtroppo la stessa palazzina in cui si sono ritrovati molti inquilini abusivi e altri dediti ad attività illecite, spesso sottoposti a misure restrittive. Nonostante le difficili condizioni, la donna si è per anni battuta per riaffermare il principio della legalità nel rione e nel suo stesso condominio, trovando costantemente la forza di denunciare coloro che erano soliti rompere le luci all’interno del palazzo, perché il buio favoriva traffici illegali, ed è stata tra le prime a scendere in piazza per urlare le condizioni di invivibilità del quartiere per colpa di poche famiglie. Ovviamente per questo è stata vittima di ritorsioni: dal danneggiamento dell’auto personale, danno ancora più grave parlando di un diversamente abile che non ha mezzi alternativi per spostarsi, sino alle minacce personali e alla porta di casa sfondata in piena notte ovviamente per intimorirla e ridurla al silenzio, ovviamente senza ottenere l’effetto sperato.
«Ma ormai era evidente», ha detto Del Trecco, «che la permanenza della signora e dell’anziano padre era divenuta incompatibile nel rione, imponendoci di trovare una sistemazione alternativa. Nelle scorse settimane ci è stata offerta l’occasione, quando si è liberato un alloggio nel rione Zanni, in una palazzina di pochi piani: nell’appartamento abbiamo dovuto realizzare delle opere per adattarlo ai nuovi assegnatari, come l’allargamento delle porte, per consentire il passaggio della carrozzina, l’eliminazione di alcuni muretti interni, il rifacimento dei battiscopa, la realizzazione di un impianto doccia adatto a un diversamente abile e peraltro l’alloggio, situato al pianterreno, dispone anche di un giardino esterno».