IL BRACCIO DI FERRO

Pescara, non passa la mozione ‘salva piscina’. Sborgia: «serve mobilitazione»

«Atteggiamento pilatesco del presidente Testa»

WhatsApp PdN 328 3290550

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

1574

Pescara, non passa la mozione ‘salva piscina’. Sborgia: «serve mobilitazione»
PESCARA. La strada si fa sempre più in salita per l’associazione e per i fruitori della piscina.

 Nel corso del Consiglio Provinciale di questa mattina è stata votata  la mozione in cui il consigliere dell’Idv Camillo Sborgia chiedeva alla Provincia di ritirare ogni provvedimento di  diffida nei confronti dell’associazione Sportiva Orione, attuale gestore della piscina provinciale.
Si chiedeva inoltre di aprire un tavolo tecnico per evitare la chiusura della struttura.
Ma con il voto contrario della maggioranza e con l'astensione  del Partito Democratico la mozione non è passata.
Deluso il consigliere Sborgia: «Testa e la sua maggioranza hanno finalmente tolto la maschera con un atteggiamento pilatesco nei confronti dei tantissimi utenti della piscina e smentendo le rassicurazioni fatte nei giorni scorsi all'associazione Orione. Bocciando la mozione, non hanno voluto nemmeno impegnarsi davanti al Consiglio per cercare una soluzione per evitare di  interrompere il contratto vigente con l’attuale gestore e sventare il rischio di chiusura della piscina. Un rischio che ormai stanno facendo diventare realtà, perché una volta che il gestore avrà restituito le chiavi dell'impianto alla provincia, l'Ente potrà solo chiuderlo perchè non ha la forza economico-finanziaria per tenerlo aperto.
A questo punto, davanti a tanta indifferenza istituzionale,  invito quanti non vogliono che la piscina  chiuda  a mobilitarsi per riuscire a far sentire più forte la nostra voce e costringere il presidente Testa ad aprire le orecchie».
La struttura che arriva a contare circa 8000 presenze annue e adesso la situazione per chi ne usufruisce si fa più complicata.
La Provincia ha chiesto di avere indietro le chiavi perché nei mesi scorsi non si è riusciti a trovare un accordo relativo ai pagamenti.
Da un lato, infatti, il canone relativo alla gestione che doveva entrare nelle casse dell’Ente, a detta del gestore, è stato negli anni compensato con le spese sostenute dalla cooperativa per miglioramenti della struttura e per i servizi offerti, oltre che per spese di consumo.
Spese che se pure sostenute per questi fini non sarebbero mai state riconosciute dalla provincia.
Il vice presidente della Provincia, Fabrizio Rapposelli Già nei giorni scorsi aveva definito chiusa la vicenda spiegando che l'Associazione ha omesso di versare il canone per tutto il 2011 e per il 2012, e non ha ottemperato agli adempimenti previsti nel bando, per cui la Provincia (cioè i cittadini) ha pagato costantemente le bollette di acqua, luce e gas dell'impianto (per un importo di centomila euro circa), e non ha neppure eseguito le opere in virtù delle quali si è aggiudicata la gara.