IL CASO

Ricostruzione aquilana, sull’incompatibilità di Walter Salvatore scatta l’esposto alla magistratura

Il consigliere si è rivolto alla procura aquilana

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Ricostruzione aquilana, sull’incompatibilità di Walter Salvatore scatta l’esposto alla magistratura
L’AQUILA. Un esposto alla Procura de L’Aquila per accertare che non vi siano stati abusi o violazioni dei diritti costituzionali.

Il documento è stato inoltrato agli inquirenti dal consigliere di minoranza di Barisciano Walter Salvatore, entrato in Consiglio dopo le elezioni del marzo 2010. Nel frattempo è stato chiamato a ricoprire il ruolo di presidente di un uno dei tanti consorzi per la ricostruzione aquilana.
Nei giorni scorsi in occasione di un consiglio comunale straordinario gli è stato chiesto di rinunciare ad una delle due funzioni in virtù di una norma emanata ad agosto di quest’anno (2012), dopo tre anni e mezzo dal sisma, che stabilisce che le due cariche risultano incompatibili tra loro.
«Mi si dice anche», spiega Salvatore, «che trasferendo la carica di presidente in capo ad un mio congiunto l’incompatibilità, per come è concepita la norma, cesserebbe d’incanto».
Nei novanta giorni di tempo che il legislatore ha concesso per optare tra le due cariche, il presidente- consigliere, ha chiesto a tutte le autorità apicali, di indicargli almeno un modo con il quale un consigliere di minoranza-presidente di consorzio è in grado di concretizzare un vantaggio personale.
«A tutt’oggi», spiega, «nessuno è stato capace di indicarne uno che avesse ragionevole concretezza».
C’è chi ha ipotizzato che l’incompatibilità si sostanzi nella circostanza che vede il presidente di consorzio gestire/rendicontare soldi pubblici. «Anche un imprenditore che si vede finanziare un progetto con fondi europei, nazionali o regionali è nella medesima condizione ma non risulta che in cambio gli si chieda di rinunciare al diritto di libero accesso alle cariche elettive», protesta Salvatore.
Qualcun altro ha invece azzardato che il presidente-consigliere può creare un percorso privilegiato all’approvazione del progetto presentato dal proprio consorzio. «Se così fosse ad un qualsiasi consigliere, sisma o non sisma e per tutto il periodo della legislatura, dovrebbe essere negata la possibilità di costruirsi casa nel proprio territorio», replica però Salvatore.
Convinto «dell’assenza assoluta di motivi validi e sufficienti a mortificare un diritto fondamentale, costituzionalmente garantito», il consigliere di minoranza ha inoltrato un esposto alla magistratura con il quale chiede di accertare se sia prefigurabile, a carico dei protagonisti della vicenda, «qualsivoglia responsabilità per abuso e/o violazione di altre norme chiedendo, in questi casi, che si proceda secondo legge».