SANGUE NEI BOSCHI

Caccia, ancora un morto in Abruzzo

Cacciatore colpito alla gamba e morto per emorragia

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PESCARA. Un uomo di 56 anni, Giovanni Silvestri, di Cugnoli (Pescara), è morto in un incidente di caccia nei pressi di Pescosansonesco, in provincia di Pescara.

Il cacciatore è stato raggiunto da un colpo di arma da fuoco alla gamba destra ed è morto per choc emorragico sull'elicottero del 118 che lo stava trasportando in ospedale a Pescara.
L'incidente è avvenuto durante una battuta di caccia in contrada Le Lame di Pescosansonesco. La vittima era in compagnia di altri cacciatori ed è stata raggiunta da un colpo esploso dall'arma di uno di loro.
La dinamica è in via di accertamento da parte dei carabinieri che stanno indagando ed ascoltando i testimoni dell’accaduto.
Si tratta però dell’ennesima vittima in poche settimane in Italia. Lo scorso 2 novembre un uomo era rimasto ferito in modo non grave nel corso di una battuta di caccia che si stava tenendo nella zona di Cepagatti (Pescara): il cacciatore sarebbe stato colpito per errore ad una gamba da un colpo di fucile esploso accidentalmente da un altro cacciatore.
In quel caso l’uomo si è salvato e l’emorragia è stata subito arginata dai soccorsi.

INDAGATO UN 25ENNE
Il 25 enne di Alanno (Pescara), D.D.S., che ieri pomeriggio durante una battuta di caccia ha colpito ed ucciso per errore Giovanni Silvestri, 56 anni di Cugnoli, e' stato iscritto nel registro degli indagati, come atto dovuto, per omicidio colposo.
Il 25enne si trovava insieme a Silvestri e ad altre dieci persone per una battuta di caccia al cinghiale. Oggi pomeriggio il pm titolare delle indagini, Giampiero Di Florio, conferira' l'incarico per effettuare l'autopsia sul corpo di Silvestri al medico legale Cristian D'Ovidio.

Intanto ieri ancora morti in Italia per incidenti di caccia.
Manuel Belviso, 5 anni, è morto per un colpo accidentale partito dal fucile da caccia del padre. Per l’associazione “vittime della caccia” è la settima vittima minore di età falcidiata dalle armi da caccia, dal 1 settembre al 24 novembre (4 i bambini morti e 3 i feriti).
In questo breve arco temporale, sono 98 le vittime della caccia di cui si ha notizia: 22 morti e 75 feriti di cui 6 morti e 16 feriti tra la gente comune. Ovvero chi non imbracciava alcuna arma e ignaro faceva i fatti propri.
Pare non arrestarsi la macabra conta di questa stagione venatoria, nata sotto gli auspici di una maggiore attenzione, ma naufragata in un mare di sangue.
«Non si risparmiano nemmeno i bambini, immolati alla passione venatoria, nel tentativo di tramandare una cruenta usanza oramai fuori dal tempo e dallo spazio», dichiara Daniela Casprini, presidente dell'Associazione Vittime della caccia e continua, «inascoltati i nostri appelli mossi alle istituzioni, del tutto inefficaci addirittura i richiami verbali alla prudenza delle associazioni venatorie ai propri iscritti, allarmanti i segnali che arrivano dal territorio a causa di comportamenti pericolosi dei cacciatori. Prendiamo atto che la caccia in Italia non ha più motivo di esistere, in quanto incompatibile col vivere civile, fonte di continue tragedie ai danni anche di innocenti, ingestibile il comportamento dei troppi cacciatori che pensano di poter abusare della concessione dello Stato mettendo in pericolo la vita altrui e creando tensione sociale, per non parlare dei consueti maltrattamenti e uccisioni anche di animali domestici»