ALLA RICERCA DEL KILLER

Omicidio Bucco, indagini ad un punto di svolta: decisivi gli esami tecnici

C’è un indagato ma al momento solo fragili indizi e nessuna prova oggettiva

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Foto: Valerio Simeone

PESCARA. Dopo l’iscrizione nel registro degli indagati di un sospettato e le perquisizioni a casa sua e in barca , la procura attende i risultati  sui reperti sequestrati e quelli della scena del crimine.

Da alcuni giorni il sospettato per l’omicidio Nicola Bucco, ammazzato con quattro coltellate lo scorso 14 novembre in via Leopardi a Pescara,  ha un nome, Peppe, di Chieti, che è stato indicato in prima battuta dal coinquilino occasionale di Bucco che con lui viveva nell’appartamento dove è stato ammazzato e ne condivideva le spese di affitto.
Peppe (di cui preferiamo non svelare il cognome) in realtà è stato iscritto nel registro degli indagati per poter effettuare alcuni accertamenti irripetibili e dunque valutarne fino in fondo la sua posizione ma al momento ci sarebbe ancora poco e lo scenario per gli inquirenti non è del tutto chiaro e presenta zone d’ombra.
L’indagato Peppe, che sarebbe stato in viaggio verso Chieti nell’ora del delitto, ha subito nei giorni scorsi due perquisizioni da parte della squadra Mobile, diretta da Pierfrancesco Muriana, per sequestrare indumenti, scarpe e altri oggetti che potrebbero recare tracce riconducibili al delitto.  Questi reperti dovrebbero a giorni essere analizzati non appena il pm, Gennaro Varone, affiderà l’incarico tecnico. E’ proprio da questi risultati che le indagini sul delitto misterioso prenderanno una svolta: potrebbero scagionare del tutto Peppe oppure no. Nell’ultimo caso gli investigatori avrebbero un elemento oggettivo (ad esempio macchie di sangue o altra traccia biologica che porta a Bucco). Inoltre i testimoni ascoltati in questi giorni hanno già parlato di un alterco tra Peppe e Bucco la mattina del delitto (avvenuto tra le 14 e le 16) per una storia di 190 euro legata alla vendita di un computer, un movente in verità molto debole  per giustificare la sentenza di morte di una persona. Ci sono poi altri testimoni che hanno raccontato alla polizia che lo stesso Peppe aveva domandato in giro dove abitasse la vittima, tutte cose confermate dal coinquilino di Bucco che è stata anche la persona che ha scoperto il cadavere.
All’inizio delle indagini la polizia si era concentrata proprio sul coinquilino e gestore di un bar della zona che ha fornito alcuni elementi della vita del suo amico e che è stato richiamato una seconda volta per verificare ulteriori informazioni emerse di cui il testimone non aveva parlato la prima volta.
Rimane ancora sfumato l’ambiente in cui viveva e si muoveva la vittima che aveva come epicentro proprio il bar gestito dal coinquilino.
Da quello che è emerso Bucco viveva di piccoli lavoretti e non aveva un alto tenore di vita, anzi in molti lo hanno descritto come persona che spesso era in difficoltà e per questo si è pensato da subito che aveva deciso di cambiare vita e che i precedenti per droga fossero brutti ricordi del passato.
A questo punto allora tutto ruota intorno al risultato degli esami sugli indumenti dell’unico indagato anche se potrebbero esserci molte possibilità che proprio i rilievi scientifici possa scagionarlo.
A quel punto le indagini dovrebbero ripartire da zero per riverificare eventuali piste non ancora battute anche perché gli investigatori hanno bollato l’omicidio come una vera e propria esecuzione con quattro coltellate inferte all’improvviso e senza alcuna colluttazione per cui anche dai primi esami sulla scena del delitto non sono state trovate tracce utili.
A meno di ulteriori sorprese o la comparsa di nuovi testimoni bisognerà attendere per capire se il feroce killer avrà un nome.