ULTIMO STADIO

Stadio Adriatico e affitti da pagare: Comune chiama, il Delfino diffida

Del Vecchio e Di Nisio: «situazione grave»

WhatsApp PdN 328 3290550

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

3433

stadio
PESCARA. Ancora scaramucce tra la Delfino e il Comune di Pescara.


Dopo la questione dei biglietti gratis, del bar ‘chiuso’, dell’uso della struttura e la rimozione delle recinzioni di sicurezza, adesso c’è un nuovo caso.
L’ultima ‘puntata’ nasce da una diffida che la società ha inviato al sindaco Luigi Albore Mascia e all’assessore allo Sport Nicola Ricotta, datata 31 ottobre 2012.
La firma in calce è quella del presidente Daniele Sebastiani e la richiesta è precisa: smettetela di chiederci il pagamento dei canoni dei magazzini dello stadio.
Le ultime richieste del Comune sarebbero state verbali, da quanto si apprende dalla missiva, e avanzate dai funzionari comunali. Ma la società risponde, su carta, picche: «ribadiamo ancora una volta l’assoluta estraneità alla occupazione permanente dei locali magazzini dello stadio Adriatico. L’unico locale che viene utilizzato in maniera permanente per il deposito di materiale sportivo a servizio delle singole manifestazioni sportive è quello situato in Curva Sud» che come ha confermato anche il Comune, però, è in pessime condizioni igieniche, fatiscente ed inutilizzabile per l’uso richiesto. E lo conferma anche Sebastiani.
La società spiega inoltre che proprio a causa delle pessime condizioni ha dovuto affidare il servizio di lavanderia ad una ditta esterna «mentre il Comune si era impegnato ad eseguire i lavori di risanamento igienico e di messa a norma».
«Certi di aver chiarito la nostra posizione», chiude Sebastiani, «e la nostra totale estraneità a qualsivoglia impegno finanziario pregresso nei confronti di questo ente vi diffidiamo in futuro dal perpetuare arbitrarie richieste economiche. Cordiali saluti».

NESSUN ATTO TRA LE PARTI
«Questo è il risultato», protestano i consiglieri Enzo Del Vecchio (Pd) e Fausto Di Nisio (misto) «per la mancata attivazione e sottoscrizione di un atto che disciplinasse i rapporti tra i due soggetti per quanto concernesse l’utilizzo dello stadio».
Richieste di provvedere a questa mancanza sono stati avanzate più volte dalla minoranza negli ultimi mesi. I due consiglieri hanno ritirato fuori anche tutte le vecchie missive partite dal Comune all’indirizzo della Società e adesso chiedono di sapere se quelle cifre siano state saldate o meno.
Uno dei tanti solleciti è datato 27 settembre 2011 a firma del dirigente Tommaso Vespasiano. Si chiedeva di provvedere al pagamento di 57.820 euro. Di questi 9.537 euro per canone d’uso, 13.860 per pubblicità e il resto come risarcimento danni per «danneggiamenti accertati».
Uno degli ultimi solleciti è datato invece 10 dicembre 2011, sempre a firma del dirigente Tommaso Vespasiano. Il Comune chiedeva nuovamente il risarcimento danni e la regolarizzazione dei pagamenti dei canoni d’uso, utilizzo magazzini e pubblicità per una somma lievitata a 75.727 euro. Il Comune ha ricevuto questi soldi?
E già a dicembre dell’anno scorso c’era il riferimento ai magazzini che oggi Sebastiani definisce inutilizzabili. Sui danneggiamenti accertati, invece, si parla ampiamente in un verbale della Commissione consiliare permanente Cultura sport e Turismo del giugno 2010. Si scopre che l’architetto Vespasino avrebbe evidenziato che la pista dello stadio «è stata rovinata dai rotor dei cartelli pubblicitari della società». Ma la commissione ha rilevato anche «molta ruggine sulla pista e numerose scrostature, molte targhette sono quasi divelte».
«Il permanere di una così grave situazione che, stando alle note ufficiali, produce un evidente danno patrimoniale del Comune», chiudono Del Vecchio e Di Nisio, «impone l’immediata attivazione di ogni iniziativa finalizzata al recupero delle somme improvvidamente anticipate dal Comune e l’immediata definizione dei rapporti intercorrenti tra i due soggetti».

Alessandra Lotti