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Progetti a costo zero, il Movimento 5 stelle dà consigli al Comune di Ortona

«Iniziative a costo zero...o quasi»

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Progetti a costo zero, il Movimento 5 stelle dà consigli al Comune di Ortona
ORTONA. Compostaggio domestico, una applicazione web per segnalare disservizi e il progetto ‘Zero Spreco’.

Sono queste le tre proposte «a costo zero, o quasi» che gli attivisti del movimento ispirato da Beppe Grillo ortonesi hanno girato al primo cittadino Vincenzo D’Ottavio. Si tratta di tre progetti, spiegano i promotori, «utili a diminuire la frazione di umido nella gestione dei rifiuti, diminuire la Tarsu a favore delle famiglie, riutilizzare farmaci ed alimenti in scadenza a favore delle fasce deboli e terzo settore (solidarietà)».
Con la proposta del compostaggio domestico del M5 Stelle il Comune dovrebbe mettere a disposizione di chi lo richiede (comodato d’uso gratuito) una compostiera dove buttare gli scarti di cucina, foglie ed erba. E’ una occasione per «aumentare ancora di più la sensibilità dei cittadini», spiegano i promotori, «ma anche per ridurre la quantità di rifiuti umidi, ridurre nel tempo la Tia e avvicinare il comune all’obiettivo del rifiuto zero».
Il progetto potrebbe essere sposato da tutti coloro che hanno almeno 50 metri quadrati di terreno a disposizione. «Il Comune stesso», si legge nella proposta, «potrebbe farsi promotore di un compostaggio che non solo ci svincolerebbe da qualsivoglia Consorzio ma che produrrebbe un compost utile per l’agricoltura del nostro territorio».  I grillini portano l’esempio del comune di Capannori, in provincia di Lucca: «lì si è arrivati ad una riduzione sensibile della Tarsu fino al 20-30% sulla parte variabile».
La seconda proposta è quella dell’applicativo Decoro Urbano Wedù da inserire nel sito istituzionale del Comune e consentire così ai cittadini di segnalare discariche abusive, abbandono di rifiuti per strada, dissesti del manto stradale, atti di vandalismo e incuria nelle zone verdi.
Infine c’è la proposta di far aderire anche Ortona al progetto Last Minute Market: questa è una società spin-off dell’Università di Bologna che permette di recuperare i prodotti invenduti ma ancora perfettamente utilizzabili a favore di organizzazioni caritative, accompagnando l’impresa lungo tutte le fasi del processo di recupero.
Gli attivisti suggeriscono al Comune di chiedere uno studio di fattibilità gratuito a Lmm «che provvederà  a stilare costi e ricavi sia a breve che a lungo termine».
Se queste tre proposte non verranno prese in considerazione dall’amministrazione D’Ottavio il Movimento 5 Stelle annuncia che le proporrà alla cittadinanza attraverso una raccolta firme.