CORRENTI DI PENSIERO

Roberto Straccia, i pescatori: «impossibile che il corpo sia arrivato a Bari cadendo nel fiume»

Sulla scomparsa del ragazzo il mistero rischia di passare "in giudicato"

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Roberto Straccia, i pescatori: «impossibile che il corpo sia arrivato a Bari cadendo nel fiume»

L'ultima immagine di Roberto

PESCARA. Come è finito in mare Roberto Straccia? Da quale punto è caduto in acqua?

Sul caso della morte dello studente di Moresco la procura di Pescara ha chiesto l’archiviazione per mancanza di elementi che possano far pensare a morte violenta.
La famiglia, però, si è opposta e ha chiesto di approfondire l’indagine. Il gip del Tribunale di Pescara dovrà adesso decidere se si deve continuare ad indagare o se il caso possa dichiararsi chiuso così, senza risposte certe.
Il sostituto procuratore, Giuseppe Bellelli, nelle motivazioni dell’archiviazione parla di caduta accidentale o volontaria di Roberto. Si ipotizza dunque un malore o addirittura un suicidio, cosa che la famiglia Straccia ha sempre respinto con forza. Perché Roberto «era un ragazzo sereno», «era felice» e perché chi vuole suicidarsi non si veste da jogging e non si porta dietro un lettore musicale.
Ma da dove è caduto Roberto? Roberto è stato ripreso da una telecamera di sorveglianza mentre saliva la rampa del Ponte del Mare, direzione Montesilvano.
Un testimone ha raccontato di aver visto il giovane il 14 dicembre (giorno della scomparsa) mentre faceva stretching vicino alla balaustra del ponte: schiena rivolta contro la ringhiera, braccia all’indietro e busto proteso verso l’esterno. Possibile che proprio nel corso di questi esercizi Straccia si sia sporto troppo e sia caduto nel fiume sottostante (c’è il porto canale) e poi trascinato al largo dalle correnti?
Roberto non è stato ripreso alla discesa dal ponte perché non ci sono telecamere. Qualcuno ha anche ipotizzato che possa essere caduto in acqua dal molo dei trabocchi alle spalle della Madonnina.
Antonio Spina, ex pescatore e profondo conoscitore del porto di Pescara, sul suo blog parla in maniera molto approfondita delle correnti che vi sono in questa parte dell'Adriatico.
Secondo quanto emerge da quei dati se il giovane fosse caduto in acqua nell'area portuale, nel fiume, nell'avamporto o all'esterno immediato della diga e del braccio di levante, sarebbe impossibile che il corpo potesse arrivare a Bari. Questo perchè le correnti avrebbero spinto il cadavere sulla spiaggia e non gli avrebbero permesso di oltrepassare promontori naturali e non come il porto di Ortona, il Gargano ecc. Una eccezione potrebbe ritrovarsi nella eventualità di forte vento di terra che avrebbe portato il corpo al largo.
Ma dal momento che il corpo a Bari ci è arrivato (è praticamente l’unica certezza) da quale punto è finito in mare?
Spina nel suo blog analizza nei particolari diversi eventi luttuosi di marinai annegati.
I morti davanti alla foce del fiume già dall'antichità,  proprio come il bisnonno di Antonio Spina,  sono stati ritrovati pratcamente sempre in zone a sud di Pescara ma molto vicine (Francavilla)
Anche l'ultimo annegato, il pescatore di piccola pesca, (della famiglia Camplone, Christian Dell'Osa), morto ad agosto sotto una botta di vento e mare di maestrale, è statao trovato poco più a sud, in mare, davanti al Lido Alcione, dopo qualche ora. Sempre a Francavilla.

I pescatori ricordano un solo caso simile a quello diRoberto Straccia che risale ad oltre 30 anni fa quando un pescatore annegato a Pescara fu ritrovato a Molfetta.
Poi ci sono le correnti da valutare: nel mare Adriatico in quei giorni di dicembre, come tutti gli inverni, i venti prevalenti sono diretti verso sud. A questa, sottolinea Spina, «si contrappone una controcorrente litoranea, una specie di vortice, che risale verso nord. L'ampiezza di questa controcorrente, secondo misurazioni empiriche, è più o meno di 7/800 metri dalla riva e comunque rientra nell'ampiezza entro cui si formano le onde frangenti vicino alla costa quando è tempo burrascoso. Gli stessi pescatori considerano solo la corrente principale che va verso sud: ed è vero. Ma non sanno della controcorrente che risale verso nord perchè non gli interessa ai fini della pesca E del vortice che si crea. Comunque la burrasca da tramontana o greco-tramontana spinge i corpi degli annegati in direzione di Francavilla».
Le considerazioni che tengono banco al porto sono in ultima analisi che un corpo per arrivare a Bari deve cadere molto al largo e devonoe sserci condizioni meteomarine precise.
La storia ci dice che solo raramente un corpo di una persona annegata è andato oltre le spiagge di Francavilla.
La storia di Roberto Straccia fa eccezione?
a.l.