IL PROCESSO

Terremoto: crollo ospedale, il pm in aula «calcoli fatti a occhio»

Requisitoria dell’accusa, prossima udienza il 26 aprile

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Terremoto: crollo ospedale, il pm in aula «calcoli fatti a occhio»

L’AQUILA. «Sono sconcertato nel constatare che le colonne ed i pilastri dell'ospedale della mia citta', L'Aquila, ovvero il "San Salvatore", realizzati in cemento armato, sono stati realizzati senza alcun calcolo strutturale, ovvero a 'occhio', sotto il profilo della resistenza al terremoto».

Lo ha detto stamane in aula, il pm Fabio Picuti nel corso della requisitoria nell'ambito del filone d'inchiesta sul crollo dell'ospedale "San Salvatore" dell'Aquila, in cui non ci sono stati morti nella notte del 6 aprile del 2009 ma molti furono i disagi arrecati alle persone ricoverate, molte delle quali sistemate all'esterno dell'edificio gravemente lesionato.
Il pm ha concluso la requisitoria chiedendo per tre imputati la condanna ad un anno e mezzo di reclusione e per il quarto l'assoluzione. Il reato ipotizzato è di concorso in disastro colposo. L'udienza e' stata aggiornata al 26 aprile del 2013.
In particolare le richieste di condanna si riferiscono a: Gaspare Squadrilli, ingegnere strutturista e redattore dei calcoli negli anni '70 e direttore dei lavori della struttura, Michele Tundo, geometra e direttore del cantiere dal 1972 al 1974 e Domenico Ciccocioppo, geometra e direttore del cantiere negli anni 1973-1979, mentre l'assoluzione e' stata avanzata per Luciano Rocco, componente della stessa commissione di collaudo.
Nel corso della sua requisitoria il pm ha chiesto l'archiviazione per gli imputati su due episodi finiti sotto la lente di ingrandimento: il grave danneggiamento di alcuni pilastri che si trovavano all'ingresso del Pronto soccorso e di quelli che si trovavano nella zona Farmacia del "San Salvatore".
Lo stesso Picuti ha invece chiesto la condanna degli imputati per il crollo dall'altezza di una decina di metri, della tamponatura esterna del muro (calcolata in 60 metri quadrati circa) che si trovava sempre in prossimita' del Pronto soccorso.
«Crollo - ha detto Picuti - avvenuto in una zona nevralgica che avrebbe potuto investire numerosi utenti del Pronto soccorso».
Già qualche anno prima del sisma la struttura aveva dato segnali preoccupanti che probabilmente nessuno ha saputo cogliere. Nel 2000 la Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema sanitario bocciò l'Ospedale nuovo S. Salvatore dell'Aquila inaugurato solo un anno prima. Venne messa in evidenza la «irrazionalità e obsolescenza dell'impianto costruttivo» e la «scarsa qualità dei materiali impiegati».
La bocciatura della struttura è contenuta nella Relazione conclusiva della commissione sulle 'Strutture sanitarie incompiute o non funzionanti'.
Nel documento, ad appena un anno dall'apertura del nosocomio, la commissione parlamentare evidenziava dunque carenze strutturali dell'ospedale San Salvatore. Ma come spesso succede l’allarme è stato fatto cadere nel vuoto e dimenticato.
L'Ospedale occupa una superficie di 180 mila metri quadrati. E' stato progettato nel 1967 e la sua costruzione è stata avviata nel 1972.