IL PROCESSO

Maxievasione, il processo a Spadaccini rimane a Pescara

Il gup ha rigettato oggi tutte le istanze di incompetenza territoriale

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giuseppe spadaccini

giuseppe spadaccini

PESCARA. Resta a Pescara il processo riguardante la maxi evasione fiscale internazionale da 90 milioni di euro, che il 21 ottobre 2010 porto' all'arresto di alcune persone, tra cui l'imprenditore del trasporto aereo Giuseppe Spadaccini, e al sequestro di beni per un valore di dodici milioni di euro.
Lo ha deciso oggi il gup del tribunale di Pescara Luca De Ninis che ha respinto tutte le eccezioni presentate dalla difesa nel corso dell'udienza del 6 novembre scorso, tra cui, appunto, quella relativa alla competenza territoriale con la richiesta di spostare il procedimento a Roma.
Oltre a Spadaccini sono imputate altre 13 persone, tra cui il notaio Massimo D'Ambrosio che ha chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato.
Su questo punto il gup si pronuncera' dopo l'interrogatorio degli imputati, alcuni dei quali saranno esaminati oggi.
Il legale del notaio D'Ambrosio ha anche presentato una memoria di 200 pagine, una consulenza tecnica e diversi allegati. La difesa dell’imputato è forte di un annullamento dell’arresto in cassazione che ha già di fatto analizzato le prove a carico del notaio ed in parte smontato le accuse. Con il rito abbreviato –se concesso dal gup- D’Ambrosio sarà giudicato sulla base delle sole prove raccolte durante le indagini e senza approdare al dibattimento.   
Secondo l'accusa, l'imprenditore Spadaccini era il promotore di tutta l'operazione illecita che consisteva nella creazione all'estero di false compagini societarie a Madeira che avevano una serie di contatti con societa' abruzzesi tutte legate al mondo del trasporto aereo. Tra il 1999 e il 2008 sarebbero state emesse fatture per operazioni inesistenti per 30 milioni di euro.


***TUTTO SULL’INCHIESTA SU GIUSEPPE SPADACCINI