L'OMICIDIO

Tassista ucciso a Rimini, la polizia arresta la famiglia del killer

Il giovane dopo l’uccisione si rifugiò in Abruzzo

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Tassista ucciso a Rimini, la polizia arresta la famiglia del killer

RIMINI. E’ stata arrestata dalla squadra mobile della questura di Rimini la famiglia del killer reo confesso, Marco Zinnanti.

Il 22enne la mattina del 2 settembre freddò con due colpi di fucile il tassista Leonardo Bernabini, 54 anni, a Covignano. In manette questa mattina anche chi aiutò il ragazzo nella sua fuga dopo il delitto.
Sono finiti nei guai Assunta Dina Di Bartolomeo, 58 anni, e il figlio Eros Zanzani, di 28, che ospitarono Marco Zinnanti, mentre si nascondeva dalla polizia riminese, in una casa di campagna nel comune di Rocca Santa Maria sui monti della Laga. Per loro le accuse sono di favoreggiamento personale in concorso.
Con l'aiuto di qualcuno, hanno spiegato gli investigatori, il giovane  aveva raggiunto il paese di montagna in provincia di Teramo, Rocca Santa Maria, dove aveva la copertura di un amico. Proprio l'amico era stato contattato dai genitori del 22enne, e grazie alle intercettazioni delle celle la polizia ha raggiunto Zinnanti ieri intorno alle 19.30.
Arrestati per detenzione di droga finalizzata allo spaccio, detenzione illegale di arma da fuoco, porto in luogo pubblico di arma da fuoco e ricettazione, il padre, la madre e la sorella di Marco Zinnanti: Tommaso Zinnanti, di 48 anni, originario della provincia di Trapani, ma residente a Rimini con la moglie Maria Buratta, di 46 anni, originaria di Sestino, e la figlia Giovanna di 25, già fermata dalla polizia un paio di giorni dopo l'assassinio del tassista, mentre tentava di ripulire il covo del fratello.
Zinnanti ha detto che era la sua vittima ad avere il fucile e che lo avrebbe tenuto nascosto sotto un sedile. Di fronte alla richiesta di un rapporto sessuale, il killer, che ha ammesso di aver bevuto parecchio, ha detto di aver perso la pazienza e di aver preso l'arma per poi sparare.