LA PROTESTA/2

Precari Provincia di Pescara, avanti i prossimi in attesa della sentenza sugli ex

Nuovi posti messi a concorso

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Il palazzo della Provincia

Il palazzo della Provincia

 PESCARA. Il prossimo 4 dicembre  è prevista la sentenza della causa dei 67 ex precari della Provincia di Pescara contro l'Ente medesimo.

Il 27 settembre del 2010 i dipendenti, dopo sei anni di lavoro con contratti a tempo, sono stati mandati a casa nonostante si aspettassero un assorbimento da parte della Provincia come era stato loro assicurato.
In attesa del pronunciamento del giudice alcuni di questi puntano il dito contro l’attuale comportamento dell’ente provinciale che starebbe nuovamente favorendo il precariato.
Francesca Trivisondoli segnala delle ‘stranezze’ riguardo delle assunzioni nel Settore Politiche Sociali: «all'indomani della nostra "cacciata" deve essersi prodotto certamente un marasma nei vari settori per cui, nonostante la corsa ai ripari con tentativi di sopperire alle mancanze attraverso una traslazione di personale a tempo indeterminato da un settore ad un altro, si senta il bisogno di figure esperte e pratiche di specifiche attività».
Si accavallano proprio in questi giorni dei bandi per la ricerca di figure professionali identiche a quelle che ricoprivano gli ex precari (come quella di  uno psicologo esperto in problematiche inerenti le disabilità o esperti per la redazione di progetti di servizio civile).
«Prima si mandano via figure che ricoprono settori ed incarichi imprescindibili per l'Ente», contesta Trivisondoli, «e poi passati appena 2 anni si ricorre agli stessi sistemi di allora (contratti precari) per sopperire alle necessità. La logica vorrebbe si facesse un concorso per assumerle ma a tempo indeterminato altrimenti si continua a far crescere il fenomeno della precarietà a cui da tempo lo Stato cerca di far fronte anche con delle leggi ben chiare. Possibile che nessuno vigili sulle attività di un Ente pubblico?»
Ma scorrendo le graduatorie finali di alcuni di questi concorsi (già conclusi, come quello di "esperti in redazione di progetti di servizio civile" oppure la long list di esperti in ideazione e gestione progetti comunitari) ci sono nomi di ex precari.
«La situazione paradossale», continua Trivisondoli, «e che ce ne sono anche alcuni in causa con l'Ente stesso. Peccato essere arrivati alla sentenza finale altrimenti questa era una carta da far giocare ad i nostri avvocati».