Centro storico L’Aquila, 9 mesi fa l’allarme dei vigili: «Comune sottovaluta i rischi»

Nella relazione si sconsigliava l'apertura e si parla di persistenza del pericolo

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Centro storico L’Aquila, 9 mesi fa l’allarme dei vigili: «Comune sottovaluta i rischi»
L’AQUILA. Il centro storico chiuso d’urgenza a seguito delle scosse di venerdì notte.

L’ordinanza è stata firmata sabato mattina  dopo la paura per quelle repliche che sono tornate a tormentare l’Aquila. Dodici ore prima l’assessore regionale alla Protezione Civile Gianfranco Giuliante aveva pubblicamente contestato la decisione del Comune di far rivivere la movida cittadina nel cuore della città terremotata.
A sollevare la questione nei giorni precedenti sono stati i genitori dei giovanissimi che soprattutto nel fine settimana sono tornati ad affollare i locali pubblici.
Quella zona è sicura? chiedevano i genitori. E Giuliante ha detto la sua. Adesso sempre Giuliante tira fuori un rapporto dei Vigili del Fuoco di 9 mesi fa. Era febbraio e la città era ancora sotto un’altissima coltre di neve. Veniva chiesto di prendere provvedimenti per la sicurezza del centro storico.
Le parole di quel verbale pesano come macigni ma soprattutto, sottolinea l’esponente dell’esecutivo Chiodi, la cosa che lascia più perplessi è che da febbraio ad oggi nulla sia stato fatto o sia cambiato.
Il documento ufficiale ha il numero di protocollo 2201 ed è datato 21 febbraio 1012. La firma è quella dell’ingegner Ciani, comandante provinciale dei Vigili del Fuoco.
In riferimento alle ordinanze sindacali numero 588 e numero 597, riguardanti la perimetrazione della zona rossa, il tecnico sostiene: «emergono perplessità in ordine all’oggetto della verifica, ovvero alla finalità della valutazione del rischio», condotta dal Comune.
Per i vigili del fuoco le valutazioni fatte dal Comune favorevoli ai fini dell’incolumità pubblica «sono da intendersi, invero, erronee e foriere di potenziale, ma sussistente, pericolo di sottovalutazione del rischio».
E sempre Ciani aggiunge: «le stesse obiezioni (fatte per le nevicate di febbraio –Nds) sulla mancanza delle necessarie condizioni di sicurezza sono tuttavia da intendersi pienamente sussistenti rispetto alle evenienze di rischio (vedi eventuale sisma - Nds)».
«In sede collegiale l’ingegner Ciani chiamato a pronunciarsi sulle condizioni di sicurezza del centro storico», commenta Giuliante, «è stato tranchant. Non c’è sicurezza».
Continua Ciani: «a tali circostanze sfavorevoli devono aggiungersi ulteriori elementi di criticità in ordine alla sommarietà dei calcoli progettuali originali e all’assenza di collaudi». 


I Vigili del Fuoco sottolinearono «l’assoluta necessità di procedere all’accertamento della sussistenza di ragionevoli condizioni di sicurezza ai fini di un compiuto pronunciamento sulla fruibilità degli spazi pubblici del centro storico».
Ma cosa è accaduto dopo quell’avvertimento? «All’urgenza sottolineata dai Vigili del Fuoco», spiega l’assessore alla Protezione Civile, «l’amministrazione del Comune dell’Aquila ha risposto autorizzando, a prescindere, la fruibilità del centro storico».
Questo sarebbe accaduto, sostiene Giuliante, nonostante gli stessi uffici comunali avessero denunciato «una progressiva evoluzione dei fenomeni di dissesto strutturale con conseguenti diverse condizioni di instabilità», man mano che si eseguivano le diverse verifiche.
«Non giriamoci intorno», continua l’assessore, «se il centro storico e in particolare la ex zona rossa riperimetrata è attualmente a rischio e pericolosa coloro i quali hanno rilasciato e continuano a rilasciare autorizzazioni ad attività commerciali creano un danno economico a chi ha investito e amplificano il rischio per gli utenti che il centro frequentano, oltre che per chi ci lavora. Quella di Cialente è una opzione che non ha considerato appieno le implicazioni connesse al rischio di una “rifrequentazione” del centro storico nelle condizioni date».
Le osservazioni inviate dai Vigili del Fuoco si concludevano con un «tanto si comunica per le conseguenti valutazioni e determinazioni della signoria vostra nell’esercizio delle competenze di cui all’art. 54, comma 2, del Dlgs 267/00».
Ma cosa dice il comma 2 dell’art. 54 del Dlgs 267/00? «Il Sindaco quale ufficiale di governo adotta, con atto motivato, provvedimenti contingibili ed urgenti al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità dei cittadini»
Cosa è stato fatto nel frattempo? «Non si è provveduto a eseguire I provvedimenti atti a prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità dei cittadini», denuncia Giuliante, «ma, anzi, nel contempo si sono rilasciate autorizzazioni commerciali e si è consentita la fruizione del centro storico».