IL FATTO

Barisciano, «errori, lacune, mappe illeggibili» sui piani di ricostruzione dell’Unicam

Copia e incolla mal riusciti e il Comune paga le correzioni...

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BARISCIANO. Rischia di diventare una farsa l’aspra polemica dei costosi affidamenti diretti da parte del Comune di Barisciano alla università di Camerino.
Si trattava di redigere le planimetrie dei progetti per i piani di ricostruzione e nello specifico quello di Barisciano ma il costo affrontato dall’ente pubblico sarebbe stato di gran lunga più costoso.
Il paragone lo si poteva fare con l’offerta di uno studio privato che la giunta aveva sul tavolo quando ha deliberato. Ignorato il risparmio si è passati all’amara constatazione: errori e lavoro scadente.
Quando il Consiglio comunale di Barisciano è stato chiamato ad approvare il primo dei 14 ambiti comunali, dagli stessi banchi della maggioranza si è fatto notare che gli elaborati dell’Università di Camerino erano sostanzialmente un copia e incolla mal riuscito dal Piano di Ricostruzione redatto dalla stessa università per il Comune di Barete.
Ne sono nate polemiche vivaci che denunciavano una quantità spropositata di errori e di riferimenti estranei a Barisciano.
Dopo le polemiche e le denunce ci si aspettava che l’elaborazione del secondo dei 14 ambiti ricevesse una maggiore cura ed attenzione da parte dei professoroni di Camerino ma invece, ancora una volta, le sorprese.
«Di nuovo siamo stati obbligati», ha detto il consigliere Walter Salvatore, «a registrare un’invariata superficialità che a questo punto sembra rasentare menefreghismo ed arroganza».
Scorrendo infatti le numerose osservazioni al Piano sottoposte all’Università dall’Ufficio Sisma del Comune di Barisciano, ufficio composto dal sindaco e da due ingegneri Co.Co.Co., Salvatore ha potuto constatare che i due ingegneri comunali hanno dovuto sottrarre tempo ed energie alle pratiche della ricostruzione per dedicarsi invece alla correzione degli elaborati dell’Università «contenenti un numero incredibile di refusi, lacune, errori, cartografie citate ma mancanti, mappe illeggibili, riferimenti errati a norme ed allegati e, dulcis in fundo, ancora riferimenti a fontane, chiese e palazzi che a Barisciano non esistono e che invece troviamo presenti a Barete».

«Una correzione di bozze, e non la formulazione di osservazioni qualitative e sostanziali», fa notare il consigliere, «che l’Università di Camerino, nonostante l’esoso “rimborso spese”, ha pensato bene di porre a carico delle risorse comunali impiegando, per un’attività di così scarso valore tecnico, ben due ingegneri e per di più a libro paga del committente e quindi della collettività. A completare il quadretto abbiamo che le rate del compenso finora incassate dall’Ateneo nulla hanno a che fare con la rendicontazione puntuale prevista per giustificare un “rimborso spese” dato che le relative fatture sostanziano, a tutti gli effetti, il pagamento di un puro servizio».
Sull’affidamento all’Università di Camerino pendono diversi giudizi alla Corte dei Conti, al Tar, e alla procura de L’Aquila.
Uno degli spunti che desta maggiore preoccupazione è quello che deriva dal filone di inchiesta “Caligola” che ha già portato all’inscrizione sul registro degli indagati di alcune persone che a vario titolo ruotano intorno a questi affidamenti diretti all’università.
Secondo la Squadra mobile di Pescara che indaga la ragione sarebbe quella di avvantaggiare il maxi gruppo Ecosfera spa che può vantare consulenti d’eccezione (per esempio l’ex braccio destro di Del Turco, Lamberto Quarta, assunto un mese dopo l’arresto del 2008). Per fare questo si sarebbe passati proprio attraverso l’università di Camerino e nello specifico attraverso l’architetto di Corropoli, Marco D’Annuntiis che lì è professore. Quest’ultimo si sarebbe poi servito di Ecosfera permettendo l’afflusso di ingenti somme di denaro nelle casse della società della quale era socio proprietario proprio De Nigris numero due della Stm.
Insomma, dice l’accusa, un meccanismo per far fluire soldi freschi della ricostruzione a consulenti amici, società vicine e nell’orbita amica. Accuse rigettate dall’Università e dagli interessati.
Per ora le verità difficilmente contestabili sono: la pessima qualità dei lavori redatti e il costo elevato. Il resto si vedrà