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UdA: domani primo Senato accademico della “gestione Di Ilio”

Saranno individuati anche i nomi per CdA e Nucleo di valutazione

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Carmine Di Ilio

Carmine Di Ilio

CHIETI. Occhi puntati domani sul Senato accademico della d’Annunzio, il primo convocato nella sua nuova composizione.


Si tratta di capire se la gestione del nuovo rettore Carmine Di Ilio sarà all’insegna della discontinuità, con una decisa virata verso la ricerca scientifica, o se all’università di Chieti-Pescara nulla è cambiato. Questa prima riunione darà subito le risposte attese: tra i punti all’odg, quasi nascosta a metà dell’elenco dei 21 argomenti da discutere, c’è infatti «l’individuazione dei componenti» del nuovo CdA, cioè proprio il cuore della gestione dell’ateneo. Secondo le norme recepite nel nuovo Statuto, il Senato esprime quasi sempre soltanto un «parere obbligatorio» e «formula proposte», mentre il CdA «approva, delibera e decide».
 La novità è forse proprio questa: la centralità del rettore che sceglie ben 9 componenti sugli 11 previsti per il CdA (8 consiglieri scelti più il rettore stesso). Carmine Di Ilio dovrà infatti nominare 5 consiglieri «appartenenti ai ruoli dell’Ateneo» senza distinzione tra le varie categorie di personale, all’interno di una rosa di 10 nomi individuata dal Senato accademico. Per queste candidature è stato emanato un avviso interno.
Altri 3 componenti dovrà sceglierli da una rosa di sei nomi sulle richieste arrivate dopo un avviso pubblico. Gli altri due componenti sono invece gli studenti eletti. Domani dunque si procederà a questa individuazione e si giocherà a carte scoperte, nel senso che sarà effettuata la prima scrematura delle 40 domande che sono pervenute in forma di autocandidatura per ricoprire questo ruolo.
 Accanto a questa “individuazione” c’è anche quella che riguarda il Nucleo di valutazione, composto da due docenti di ruolo dell’Ateneo, tre esperti esterni alla d’Annunzio ed uno studente eletto.
Quindi – come ben si vede – il Rettore gode di un’ampia discrezionalità nella nomina dei consiglieri, pur nell’ambito di una rosa di candidati individuata dal Senato accademico. Il che carica di responsabilità e di significati la scelta di questi componenti del CdA da parte del rettore e forse così si capirà se la gestione Di Ilio sarà caratterizzata da un ritorno deciso della d’Annunzio ai suoi compiti istituzionali, cioè la didattica e la ricerca. In realtà tutte queste aspettative sono forse eccessive e rischiano di bruciare il nuovo rettore e non per sua colpa. Infatti, a quanto se ne sa, il livello delle candidature non sembra molto elevato, di conseguenza il futuro CdA ne potrebbe risentire, con ricadute negative sul nuovo tipo di università che dovrebbe nascere. Non si fa riferimento naturalmente alla preparazione culturale o specifica dei candidati che debbono essere tutti in possesso «di un’esperienza professionale di alto livello o di competenze in campo gestionale e/o contabile o ancora di esperienze elaborate in campo nazionale o internazionale, nell’ambito di istituzioni scientifiche, culturali e di alta formazione, ovvero di enti ed imprese operanti in ambiti affini a quelli di interesse dell’Ateneo». Il flop annunciato potrebbe essere dovuto al fatto che dal mondo produttivo e della ricerca non ci sarebbero state molte candidature nazionali di peso e che sarebbero poche anche quelle locali. Ce ne sono solo alcune di Confindustria Chieti-Pescara in particolare, mentre sembrano assenti le altre associazioni imprenditoriali e quasi tutte le istituzioni dell’Abruzzo. Se così fosse, si registrerebbe un effetto collaterale imprevisto: per l’UdA e per il rettore Di Ilio diventerebbe decisivo il ruolo del Senato accademico, che sulla carta è soprattutto un organo consultivo, ma che resterebbe l’unico in grado di orientare le scelte della d’Annunzio, sia per la qualità dei suoi componenti tutti elettivi sia per l’esperienza specifica all’interno dell’università. Si tratta di 7 direttori di Dipartimento, 10 professori di prima e seconda fascia, 3 ricercatori a tempo indeterminato e 2 rappresentanti del personale tecnico-amministrativo, che sono chiamati a far cambiare passo all’ateneo.
Nei prossimi anni infatti si prevedono finanziamenti nazionali sempre minori e saranno invece premiate solo le università che si distinguono nel campo della ricerca. Il che sarà certificato dall’Anvur, l’agenzia nazionale per la valutazione dell’università, senza scorciatoie autoreferenziali.

Sebastiano Calella

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