AMBIENTE

Incendio Seab, «nessuna emissione nociva nell’ambiente»

La società replica all’idv che ha chiesto intervento Regione

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CHIETI. «La società opera nella piena legalità come opportunamente provato dalle revoche di provvedimenti regionali di sospensione dell’attività»

La Seab, per conto dell’avvocato Vittorio Supino, replica alle contestazioni dell’esponente dell’Italia dei Valori.
Dopo l’incendio dei giorni scorsi Riccardo ha annunciato che sarà presentata un’interrogazione al presidente della Regione Gianni Chiodi per la verifica delle autorizzazioni dell’impianto di Chieti scalo.
Ma dalla società si ribadisce che è tutto in regola: «l’incendio ha riguardato un’area su cui risultavano stoccati rifiuti indifferenziati (carta, legno, stracci ecc..), circoscritta per circa 100 metri quadrati, nonché esterna a quelle su cui la società legittimamente esercita l’attività cui è deputata».
Sempre dalla Seab spiegano che l’incendio è stato «immediatamente domato, dopo circa 1 ora grazie alla tempestiva attivazione dei sistemi di controllo e di prevenzione interni all’Azienda, al repentino intervento del personale interno (adeguatamente formato) in uno con l’ausilio dei Vigili del Fuoco. Nel giro di poche ore è stata così ripristinata la funzionalità dell’azienda e dei relativi sistemi di controllo e di prevenzione incendi».
L’episodio non ha cagionato danni né a persone né tantomeno a strutture e sistemi antincendio e «a dispetto di quanto si evinca dal tenore delle dichiarazioni rese dal coordinatore regionale non ha determinato alcuna emissione nociva per l’ambiente circostante né rischi o danni per il benessere e la sicurezza della pubblica incolumità».
«La società», continua Supino, «ha plurime volte dimostrato di disporre di tutta la documentazione necessaria per continuare ad esercitare l’attività, compresa tutta la certificazione di prevenzione incendi.
e dichiarazioni di Riccardo, pertanto, generano un’indiscussa presunzione di responsabilità in capo alla Seab srl, tale per cui qualsivoglia evento incendiario o di analoga natura si dovesse verificare nelle aree di diretta spettanza od anche limitrofe a quelle di legittimo esercizio dell’attività della società sarebbe per ciò solo idoneo a determinare una responsabilità in capo alla stessa, senza invero porre mente ai molteplici fattori richiesti per poter fondatamente provare e non meramente presumere una qualche forma di responsabilità».

RICCARDO: «TENERE ALTA L’ATTENZIONE»
«Che i rifiuti continuano a bruciare è un dato di fatto», replica Giampiero Riccardo, «perciò è legittimo ritenere che qualcuno tra i parametri di legge e sicurezza ai quali l'azienda dovrebbe attenersi sia venuto meno e, di conseguenza, pretendere opportune verifiche al fine di ripristinare la regolarità. Altro dato di fatto è che se per quest'ultimo episodio il pericolo è stato rapidamente circoscritto, in altre occasioni è andata peggio, è quindi fondamentale tenere alta l'attenzione ed esigere controlli minuziosi.
Ciò che ho fatto è chiedere un chiarimento politico e una verifica da parte degli enti preposti che, con tutto il rispetto per l'avvocato Supino, sarebbe molto più delle parole con le quali egli rassicura me e i cittadini di Chieti, sull'inesistenza di qualsivoglia allarme per la salute pubblica».