CERTEZZE PERICOLANTI

L’Aquila, ora il centro storico è pericoloso: la giunta lo chiude

Prove di evacuazione ed ansia in città tra notizie e allarmi smentiti

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zona rossa puntellamenti

L’AQUILA. La giunta comunale si è riunita d’urgenza questa mattina alle ore 11 per una valutazione complessiva relativamente ai tre eventi sismici che si sono verificati nelle ultime 24 ore.
Il sindaco del Comune de L’Aquila, Massimo Cialente ha fatto sapere che l’esecutivo ha verificato «l’apparato di Protezione civile comunale, ribadendo l’invito a tutti i cittadini a tenere a mente l’area di raccolta relativa alla propria abitazione e posto di lavoro, nonché il consiglio a tutti i genitori di concordare con i propri figli, in caso di necessità, le modalità e i tempi per raggiungerli con tranquillità e senza provocare confusione e paralisi del traffico, nelle aree di raccolta di ciascun edificio scolastico».
La giunta ha altresì deliberato, così come già verificatosi in occasione dello sciame sismico che, oltre un anno e mezzo fa, interessò l’area dell’alta valle dell’Aterno e in seguito all’abbondante nevicata del febbraio scorso, la momentanea chiusura del centro storico, e quindi delle attività commerciali e ricreative in esso ospitate, al fine di procedere ad una nuova, attenta verifica dello stato degli edifici e delle opere provvisionali.
Resteranno accessibili corso Federico II, piazza Duomo, via Castello, piazza del Teatro, via Zara, via Veneto e piazza San Bernardino.
«Mi preme sottolineare che nella giornata di martedì si è svolta una riunione del Comitato per la Sicurezza e l’Ordine pubblico, presieduta dal prefetto», ha aggiunto Cialente, «nella quale si è deciso di procedere a un nuovo esame dello stato di tutti i puntellamenti, esame che sarebbe comunque iniziato da lunedì 19 novembre. Voglio quindi chiarire che quanto disposto oggi dalla giunta è in perfetta coincidenza e sintonia con quanto stabilito in quella sede».
Nulla a che vedere secondo il primo cittadino con le polemiche degli ultimi giorni che in qualche modo hanno accertato che i puntellamenti non sono antisismici e dunque non reggerebbero a scosse più violente ed inoltre molti edifici del centro storico non sarebbero effettivamente in sicurezza. Appena ieri l’assessore alla protezione civile, Gianfranco Giuliante, aveva parlato di «lucida follia» della riapertura del centro storico e di «centro storico a rischio». Ma secondo il sindaco, come detto, il provvedimento di oggi non avrebbe nulla a che vedere con le affermazioni di Giuliante.
La giunta ha inoltre deciso che al momento dell’eventuale riapertura del centro storico, al termine di queste verifiche, tutte le attività commerciali in esso ricomprese dovranno presentare nuovamente una certificazione di temporanea agibilità.
La giunta ha altresì stabilito di richiedere, nelle prossime ore, una riunione urgente con la Protezione civile regionale al fine di concordare ulteriori ed eventuali misure da adottare.
«Per quanto riguarda, infine, le dichiarazioni dell’assessore regionale alla Protezione civile Gianfranco Giuliante - ha concluso il sindaco - mi preme sottolineare che mi aspetterei, anziché dichiarazioni politiche ed invettive del tipo “lucida follia del sindaco”, azioni e proposte concrete, poiché credo che le istituzioni debbano parlare con atti e, in questi casi, con finanziamenti».

PROVE DI EVACUAZIONE A L’AQUILA
Dopo la scossa della notte scorsa, nella scuola media statale di San Pio delle Camere e nell'Istituto per Geometri dell'Aquila, strutture in muratura, sono andate in scena prove di evacuazione.
A decidere l'iniziativa è stato Nicola Menna, dirigente dell'Istituto comprensivo di Navelli (Pescara) e preside reggente dei Geometri. Menna, sindaco del comune di Poggio Picenze ha diretto personalmente la prova con i ragazzi di San Pio delle Camere. «Nelle nostre scuole non è successo nulla - ha spiegato il dirigente scolastico -, i giovani in larga parte non hanno sentito la scossa, ma ho ritenuto, dopo quello che è successo stanotte, di ripetere questa forma di prevenzione che peraltro noi facciamo sistematicamente, nonostante le nostre scuole, anche quelle in muratura, siano state consolidate. Ho ritenuto di non dover fare la stessa cosa solo nella scuola media di Barisciano (L'Aquila) dove c'é una struttura in legno». L'istituto comprensivo di Navelli gestisce le scuole, oltre che a San Pio delle Camere, Navelli e Barisciano, anche a Poggio Picenze, Capestrano, Ofena e Calascio. Oggi non è stata fatta lezione nei paesi in cui non c'é la scuola media, quindi in quelle strutture non è stato possibile fare prove di evacuazione. Sulla decisione di Menna ha influito sicuramente il fatto che da anni è sindaco di Poggio Picenze e, in quanto tale, ha gestito l'emergenza post terremoto. «Sono cosciente dei nostri doveri, il sindaco è anche capo della protezione civile del suo territorio, non si possono aspettare le istituzioni, i dirigenti scolastici devono agire direttamente per le attività di prevenzione».

L’ALLARME E LA SMENTITA
E che ci sia un po’ di ansia in città lo dimostra anche il botta e risposta avvenuto oggi tra la televisione aquilana TvUno e il presidente della Provincia aquilana Antonio Del Corvo.
Questa mattina l’emittente aveva annunciato che «il dipartimento della Protezione civile della Provincia dell'Aquila dichiara lo stato di allerta». Secca la smentita di Del Corvo: «non è stata diramata alcuna nota da parte del Dipartimento della Protezione Civile della provincia dell'Aquila, per dichiarare lo stato di preallerta e di emergenza. Andremo fino in fondo alla questione, ci riserviamo di procedere per vie legali per un atto diffamatorio senza alcun fondamento e che stupisce, in particolar modo, per il momento e il contesto a cui si riferisce».
Poi dopo qualche ora è arrivato il chiarimento tra l'ente Provincia e la testata giornalistica TvUno, che si e' giustificata asserendo che c'è stato un errore nello scrivere "Dipartimento di protezione civile della provincia dell'Aquila" anziché "Dipartimento della protezione civile del Comune dell'Aquila".