L'INZIATIVA

#Salvaciclisti, bici in piazza contro i morti sulle strade

Evento di Pescara Bici, Fiab e Critical Mass

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1651

INCIDENTE STRADA BICICLETTA
PESCARA. «Ora basta morti in strada, servono azioni immediate!»


E’ con questo slogan che ieri a Pescara, in contemporanea con più di trenta città italiane, i ciclisti organizzati hanno aderito alla campagna nazionale #bastamortinstrada promossa dal movimento #salvaiciclisti.
I cicloattivisti di Pescara Bici FIAB e Critical Mass Pescara, partiti dalla Madonnina del Porto, rinominata Piazza delle Biciclette dai ciclisti urbani che la frequentano, hanno dato vita ad una biciclettata spontanea, per ricordare il tragico evento che ha visto coinvolta domenica scorsa nel lodigiano una 17enne, Altea Trini, che passeggiando in bicicletta con il suo gruppo di scout è stata travolta da un Suv.
Un epilogo drammatico, uno dei tanti che ogni giorno contribuiscono a rendere insicura la quotidianità di chi sceglie di muoversi a piedi o in bicicletta.
A Pescara, dal 2005 al 2012 a fronte di una progressiva diminuzione degli incidenti stradali, sono più che raddoppiati i sinistri che hanno coinvolto i ciclisti a Pescara (dati Polizia Municipale).
«Lo stato di insicurezza delle strade», dicono le associazioni, «è aggravato dalla scarsa disponibilità e manutenzione di percorsi ciclabili, dalle troppo timide iniziative per la moderazione del traffico e incentivazione della mobilità ciclistica. Alla biciclettata che ha interessato punti simbolici di Pescara: il lungomare nord tra la Madonnina e la Nave di Cascella, Corso Vittorio Emanuele (una delle strade più congestionate e pericolose nel pieno centro di Pescara), il Palazzo della Provincia e del Comune».
La manifestazione si è conclusa con la partecipazione dell’ Associazione Italiani Familiari e Vittime della Strada (AIFVS), ed un’azione simbolica di memoria per le vittime degli incidenti stradali.
«La verità è che questi non sono ‘incidenti’. La verità è che le strade sono progettate per assicurare l’incolumità di una sola categoria di utenti: gli automobilisti. La verità è che le regole del Codice della Strada non vengono rispettate e fatte osservare, né su strade urbane né su strade extraurbane. La verità è che la categorie di utenti leggeri della strada, ossia ciclisti e pedoni, non viene contemplata nella pianificazione per la sicurezza stradale e nello sforzo di progettazione e applicazione di sistemi di sicurezza avanzati».
In Italia quasi ogni giorno muore un ciclista, ogni giorno due pedoni vengono falciati, spesso proprio sulle strisce pedonali. Ad oggi il numero è di 217 ciclisti e 619 pedoni uccisi dall’inizio dell’anno. Dietro ognuno di questi numeri c’è una vita, una storia, degli affetti.
«Per ridurre questi numeri impressionanti esistono le leggi, esistono gli studi», dicono dall’associazione, «esistono best practice di successo messe in atto da altri Paesi, esiste la tecnologia. Non intervenire è una volontà politica».