IL CASO

Pescara, piscina provinciale, l’Ente rivuole le chiavi

Sborgia: «così si rischia la chiusura»

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PESCARA. La Provincia rivuole le chiavi della piscina provinciale entro il 21 novembre.


«In questo modo verrà quasi sicuramente chiusa» annuncia Camillo Sborgia, presidente della Commissione Vigilanza, «dal momento che l’ente non può supportarne le spese di gestione».
Mercoledì scorso la Provincia ha diffidato l’associazione Sportiva dilettantistica Don Orione a riconsegnare la struttura entro sette giorni. Di mattina la piscina è ad uso gratuito per gli studenti dell’Istituto Tecnico “A.Volta”, mentre nel pomeriggio è aperta per tutti, ma consente a disabili ed anziani di usufruirne ad un prezzo calmierato. Inoltre è anche sede dell’allenamento di un gruppo sportivo dei disabili.
Per Sborgia la richiesta di restituire le chiavi equivale alla volontà di chiudere i cancelli «con tutti i disagi che ne conseguono per quanti ne usufruiscono. E’ evidente a tutti, il valore sportivo e sociale che riveste per la città, dando una risposta, l’unica, alternativa alle strutture private soprattutto per le famiglie meno abbienti». Prima, dunque, di decidere di rescindere il contratto con l’attuale gestore, che significa di fatto chiudere la struttura che arriva a contare circa 8000 presenze annue, Sborgia chiede di istituire un tavolo tecnico con le parti, per valutare tutte le possibilità e le strade che evitino la chiusura della struttura.
«Per questo», annuncia, «ho fissato per lunedì una commissione d’urgenza nel corso della quale verranno ascoltati sia il presidente dell’associazione Don Orione (che gestisce la struttura), Iacono Matteo, che il dirigente della Provincia».

La situazione che si è venuta a creare nel tempo e sulla quale non si è riusciti a trovare un accordo è relativa ai pagamenti. Da un lato, infatti, il canone relativo alla gestione che doveva entrare nelle casse dell’Ente, a detta del gestore, è stato negli anni compensato con le spese sostenute dalla cooperativa per miglioramenti della struttura e per i servizi offerti, oltre che per spese di consumo. Spese che se pure sostenute per questi fini non sarebbero mai state riconosciute dalla provincia. In altre occasioni c’era stata una parziale apertura da parte del dirigente provinciale che aveva definito queste spese legittime.
Oggi, invece, si scopre dalla perentoria decisione di richiedere le chiavi della struttura, che «la compensazione si appalesa non pertinente e inapplicabile…….stante l’insussistenza di una posizione debitoria della Provincia» rispetto al gestore.

LA PROVINCIA:«INUTILE TERRORISMO. CONTRATTO GIA’ RISOLTO»
«Evitando di fare inutile terrorismo, come fa il consigliere Sborgia, è bene chiarire la situazione che si è andata delineando negli anni con l'As Orione Pescara, assolutamente inadempiente rispetto agli obblighi assunti con la Provincia di Pescara nel momento in cui si è aggiudicata la gara».
 Lo dice il vice presidente della Provincia, Fabrizio Rapposelli, spiegando la posizione dell'Associazione che ha vinto la gara pubblica relativa alla gestione della piscina provinciale impegnandosi a versare annualmente un canone di 8.000 euro circa (dal mese di aprile 2011) e ad effettuare, inoltre, una serie di adempimenti previsti dal bando stesso, come la volturazione di tutte le utenze, solo per citare una voce. Da sottolineare, aggiunge Rapposelli, che questa Associazione «ha avanzato una proposta assolutamente allettante, impegnandosi cioè ad effettuare dei lavori di miglioria all'interno della piscina per un importo rilevante, pari a 250mila euro».
«L'impegno assunto», ha aggiunto, «è stato però disatteso completamente dal soggetto in questione, su tutti i fronti. Non solo l'Associazione ha omesso di versare il canone per tutto il 2011 e per il 2012, ma non ha ottemperato agli adempimenti previsti nel bando, per cui la Provincia (cioè i cittadini) ha pagato costantemente le bollette di acqua, luce e gas dell'impianto (per un importo di centomila euro circa), e non ha neppure eseguito le opere in virtù delle quali si è aggiudicata la gara. La Provincia - dice sempre l'assessore - non ha deciso di punto in bianco di mettere l'Associazione alla porta. Per tutelare gli uffici amministrativi di fronte alla Corte dei Conti, l'ente ha sollecitato l'Associazione a sanare le inadempienze già lo scorso anno, assicurando un tempo congruo per farlo, ma non è avvenuto. La Orione Pescara ha risposto non pagando il dovuto ma eccependo delle compensazioni, che non sono possibili».
«Per la Provincia il contratto è già risolto, di diritto, per cui abbiamo chiesto di riconsegnare l'immobile libero», prosegue Rapposelli, «per evitare disguidi alla popolazione scolastica la Provincia si sta organizzando con l'istituto Volta per assicurare la prosecuzione dell'attività didattica (cioè l'educazione fisica natatoria) e da questo punto di vista non dovrebbero esserci problemi. I disagi potranno aversi per l'altra utenza ma possiamo assicurare - dicono Rapposelli e il consigliere Ettore Pirro - che la Provincia ha fatto di tutto per andare incontro all'Associazione che si è trincerata dietro un inutile braccio di ferro, dannoso solo all'utenza».