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Miglianico, inaugurazione della sala civica: «il sindaco ci sveli tutto»

Questa mattina la riapertura dopo i lavori

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MIGLIANICO. La sala civica comunale, chiusa da due anni per lavori di ristrutturazione, riapre oggi con una cerimonia pubblica.

I consiglieri di opposizione del gruppo “Viva Miglianico Viva”, chiedono al sindaco quanto è costata la ristrutturazione della sala civica. In realtà lo sanno bene (93.166,34 euro come da determina comunale) ma vogliono che il sindaco lo dica, cifra per cifra, durante l’evento inaugurale e che magari regali come ‘bomboniera’ una fotocopia con tutte le spese sostenute («tutti ma proprio tutte»).
Durante l’inaugurazione i consiglieri chiedono di sapere perché i lavori della sala civica sono stati fermi quasi per un anno e poi hanno avuto una improvvisa accelerazione, «anche con turni insoliti per certe opere». E poi «Perché si stanno utilizzando fondi assicurativi destinati a danni per il terremoto del 2009 se l’intervento riguarda di vecchie infiltrazioni d’acqua scoperte nel 2011? Perché i vari progettisti dei lavori in piazza e nella sala civica si sono accorti di quei problemi solo a lavori iniziati e già pagati per 30.000 euro? Nessuno ha fatto perizie, indagini e sopralluoghi prima di progettare e di far spender quei soldi? È vero che l’Ufficio Tecnico Comunale aveva suggerito di abbattere e ricostruire una nuova e moderna struttura spendendo 200.000 euro? Perché si è frettolosamente riparando una struttura vecchia spendendo di più? Bisogna coprire certe responsabilità?»
Il gruppo consiliare promuove anche la proposta avanzata dal sito “Viva Miglianico”: la sala civica comunale venga intitolata a padre Giovanni Palombaro, che è stato missionario camilliano, amato dai Miglianichesi, «la cui vita è stata ampiamente segnata da prove esemplari di bontà, disponibilità al servizio, amore per i più deboli e quindi dalla santità. Il nome di padre Giovanni sarebbe adattissimo a un luogo di incontro, che dovrebbe tornare ad essere utilizzato prevalentemente da anziani, da giovani e giovanissimi impegnati in attività culturali, sociali e ricreative».