DEINDUSTRIALIZZAZIONE

Kimberly-Clark, l’azienda conferma la vendita del sito di Alanno

La produzione italiana sarà concentrata in provincia di Novara

Redazione Pdn

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Kimberly-Clark, l’azienda conferma la vendita del sito di Alanno

Lavoratori della Kimberly

PESCARA. I lavoratori della Kimberly Clark e i rappresentanti sindacali hanno incontrato questa mattina a Pescara il presidente della Provincia Guerino Testa e i consiglieri Sergio Fioriti e Gianni Teodoro per discutere della delicata vertenza che interessa lo stabilimento di Alanno della multinazionale.
Ai rappresentanti della Provincia sono stati illustrati i timori derivanti dalla possibile cessione dell'unità produttiva pescarese per cui Testa e i due consiglieri hanno annunciato che si faranno promotori di un tavolo di confronto, da convocare a breve, a cui saranno chiamati a partecipare, oltre alla Provincia, il Comune di Alanno, la Regione - con gli assessori Castiglione e Gatti - e Confindustria.

L’incontro di Testa però arriva tardi perché la vendita è già cosa fatta e a confermarlo è la stessa multinazionale.

Così oggi, Kimberly-Clark conferma la decisione di mettere in vendita lo stabilimento di Alanno e consolidare la produzione italiana presso l’unità di Romagnano Sesia.
«Tale decisione», fa sapere l’azienda, «non è in alcun modo legata alla performance dello stabilimento o dei dipendenti, ma si è resa necessaria alla luce della nuova strategia che l’azienda ha definito a livello europeo con l’obiettivo di orientare risorse e investimenti nei prodotti e nei mercati più forti, costruendo un modello sostenibile di crescita».
Il gruppo starebbe lavorando per individuare un buon acquirente per lo stabilimento di Alanno, in grado di proporre un solido piano industriale e assicurare la crescita della struttura e delle persone che vi lavorano.
L’azienda si propone di mantenere aperto il dialogo con i dipendenti, i loro rappresentanti, le istituzioni locali e tutte le parti interessate, «al fine di portare avanti le trattative nel miglior modo possibile e garantire un equo trattamento delle persone coinvolte, riducendo al minimo l’impatto di questa operazione».
Intanto però Novara è meglio di Alanno…