SANITA'

Asl L’Aquila, dipendenti in agitazione: «dove sono finiti i soldi degli incentivi?»

«Caos economico e organizzativo»

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Giancarlo Silveri

Giancarlo Silveri

L’AQUILA. Le organizzazioni sindacali Uil Fpl, Fials e Fsi proclamano lo stato di agitazione del personale e programmeranno a breve uno sciopero generale.

L’obiettivo è quello di «difendere i diritti dei dipendenti della Asl Avezzano- Sulmona- L'Aquila», spiegano i segretari Giuseppe de Angelis, Mauro Incorvati e Salvatore Placidi. Nella riunione di martedì scorso con il direttore generale nulla si è risolto e dopo due ore di inutili discussioni i sindacati hanno deciso di sospendere le trattative e di aprire la vertenza nei confronti della Asl.
«La direzione generale», protestano i sindacati, «ha adottato in questi mesi numerosi provvedimenti in modo unilaterale (vedi ferie, pronte disponibilità, videosorveglianza, incentivi, mensa) che hanno creato un caos organizzativo ed economico nei confronti del personale dipendente».
Il problema delle ferie del 2012, già espresso dalla Cigl e Cisl è concreto anche se secondo Uil Fpl, Fials e Fsi i giorni accumulati si possono smaltire entro il 30 giugno (e non fine anno) mentre quelle pregresse non si perdono.
«Basta con la demagogia», chiedono le segreterie sindacali, «è ora che il direttore Silveri ci spieghi, carte alla mano, come sono stati utilizzati i fondi dei dipendenti relativi alle incentivazioni».


Infatti tanti dipendenti hanno denunciato di aver preso in acconto pochi soldi, mentre c’è «chi invece ha preso, tramite progetti obiettivi non contrattati grandi somme. Perché», chiedono ancora i sindacati, «si continuano a spendere ingenti e spropositate somme dei dipendenti per pagare gli straordinari fatti in maniera selvaggia? Vogliamo sapere perchè esiste ancora in una Asl che dovrebbe essere unica, la discriminazione tra i dipendenti circa l'uso del servizio mensa o la differenza economica del valore del buono pasto tra i dipendenti della ex ASL Avezzano-Sulmona e quelli della ex ASL di L'Aquila».
Infine perchè mettere il sistema di videosorveglianza solamente negli ospedali di Avezzano-Sulmona-L'Aquila e non mettere le telecamere anche nei Distretti sanitari e nelle palazzine amministrative dove ci sono stati numerosi e documentati furti?
«Prendiamo atto che la Cisl e la Cgil non sono d'accordo sulla nostra linea», chiudono Giuseppe De Angelis, Mauro Incorvati e Salvatore Palcidi, «ma se sono convinti che le cose vanno bene così e che per loro l'operato della Asl è corretto ne dovranno rispondere ai loro iscritti che sicuramente sapranno riconoscere chi cerca di tutelarli».