CAFFE' "CORRETTO"

Timbratura cartellini e pausa caffè per i dipendenti: mano pesante in Comune

Il direttore generale lancia l’ultimatum

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Timbratura cartellini e pausa caffè per i dipendenti: mano pesante in Comune
PESCARA. Dipendenti comunali “fuori stanza”, in pausa caffè ma anche timbratura dei cartellini di presenza con qualche irregolarità.
Da giorni tira una brutta aria in Comune a Pescara dove si starebbe propagando sempre più il malcostume dell’abbandono del proprio ufficio. Qualcuno si è lamentato ed è scattata la verifica ed il risultato è stato che le irregolarità in effetti ci sono. Lo sa bene l’amministrazione comunale presieduta dal sindaco Albore Mascia ma lo sa soprattutto il direttore generale che è la figura “suprema” responsabile del buon andamento e del controllo dei dipendenti comunali.
Oggi un suo messaggio breve, scarno ma incisivo, ha raggelato i dipendenti che ora temono di essere denunciati perché sono scesi al bar a prendere un caffè. Una consuetudine consolidata praticamente impossibile da estirpare ma non irregolare se nei limiti.
Nel messaggio riservato ai dipendenti, il direttore generale, Stefano Ilari, scrive che «a fronte dei frequenti episodi (anche direttamente rilevati dallo scrivente) di non corretta timbratura da parte dei dipendenti comunali o, peggio, di vera e propria elusione del dovere di permanenza sul luogo di lavoro dopo aver effettuato la timbratura, si avvisano tutti i dipendenti che tale scorretta pratica non sarà più tollerata. È del tutto evidente che la reiterazione di tali pratiche da parte di chicchessia, ovvero la mancata e non giustificata presenza sul posto di lavoro negli orari di servizio, darà luogo ad immediata denuncia ai competenti organi disciplinari nonché all’Autorità Giudiziaria».
Il messaggio che sembra più un ultimatum evidentemente cela una serie di episodi che si sono verificati nel recente passato non censiti né puniti. Una sorta di terrore ha iniziato a serpeggiare insieme al malumore e c ‘è chi ha già informato i sindacati che  probabilmente nei prossimi giorni interverranno pubblicamente a difesa dei lavoratori. Quelli corretti. Come il caffè.