Avezzano, esposto alla Corte dei Conti sull’incarico esterno

Dopo la diffida scatta anche la denuncia

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Avezzano, esposto alla Corte dei Conti sull’incarico esterno

Comune di Avezzano

AVEZZANO. Dopo la diffida al Comune scatta anche l’esposto alla Corte dei Conti.

La vicenda è quella relativa all’incarico che la giunta comunale di Avezzano ha assegnato (tramite una convenzione con la Provincia aquilana) all’ingegnere Francesco Bonanni, direttore del dipartimento tecnico provinciale.
Una «necessità» hanno spiegato da Palazzo di Città, anche a seguito dell’inchiesta della magistratura che ha coinvolto Massimo De Sanctis, responsabile del settore Pianificazione sviluppo del territorio, e la conseguente misura cautelare con cui è stato sospeso momentaneamente dal servizio.
«In attesa della definizione delle vicende giudiziarie» il Comune ha scelto «una figura dirigenziale estranea alle dinamiche cittadine» e la scelta è ricaduta sull’’esterno’ Bonanni. La giunta si è riunita e ha deciso il 25 ottobre scorso, alle ore 16,30.
Tramite un accordo tra i due enti l’ingegnere dovrà assicurare una presenza almeno bisettimanale presso il Comune «compatibilmente con le esigenze della Provincia» ma in modo di garantire il funzionamento del settore comunale.

PRIMA LA DIFFIDA, POI L’ESPOSTO
Nei giorni scorsi Franco Massimo Botticchio direttore del "Martello del Fucino" aveva inoltrato in Comune una diffida in cui si contestava il mancato rispettato delle norme in materia di reclutamento del personale da parte delle pubbliche amministrazioni. Nessuna procedura pubblica è stata effettuata ma si è optato per una scelta diretta per un incarico «dall’altissima professionalità e competenza».
«Non è stato emanato alcun bando», continua Botticchio, «e tra l’altro De Sanctis è tornato operativo». Infatti il tribunale del riesame ha annullato l’ordinanza di interdizione dalla professione (per un vizio procedurale, non entrando nel merito). Questo lo si è appreso ufficialmente il 25 ottobre mattina, circa quattro ore prima che la giunta procedesse «stante l’ urgenza» a votare la sostituzione del dirigente indagato.
«E’ venuta a mancare», sottolinea Botticchio, «una trasparente valutazione del possesso dei requisiti in capo al soggetto scelto» e oltretutto «l’assunzione non sarà a costo zero per il Comune, come invece dichiarato dal sindaco». Le perplessità della diffida sono state riportate anche in un esposto alla Corte dei Conti firmato lo scorso 14 novembre sempre da Botticchio che chiede di «verificare il presunto danno erariale alle casse dell’ente».

LE CORREZIONI A PENNA
Nell’esposto si chiede di esprimere un parere sulla «difformità tra il deliberato dalla giunta avezzanese e l’accordo della Provincia», scrive Botticchio, e sull’«ambiguità se non illiceità del rinnovo tacito». All’articolo 6, infatti, si chiarisce che il contratto ha durata di 3 mesi «con rinnovo tacito salvo eventuale recesso da una delle parti».
«Non è ben chiaro», scrive poi Botticchio alla Corte dei Conti, «come interpretare le correzioni ad alcune clausole apposte a penna». Nel documento, all’articolo 4, quando si chiarisce che a Bonanni «è attribuito il solo trattamento economico relativo all’indennità di posizione della figura dirigenziale prevista al Comune» è stato aggiunto a penna «oltre il rimborso delle spese di viaggio previsto dalla legge».
Anche la frase «allo stesso dirigente non verrà erogata l’indennità di risultato» è stata corretta a penna ed è stata cancellata la parola ‘non’. In questo modo a Bonanni verrà erogata l’indennità di risultato.

AVEZZANO COME BALSORANO
Botticchio sostiene che il Comune si stia esponendo ad un danno erariale e intravede una similitudine tra questa vicenda e quella avvenuta nella vicina Balsorano, già sanzionata dalla Corte dei Conti.
L’ex sindaco Armando Margani è stato infatti condannato a versare alla sua vecchia amministrazione 40 mila euro come risarcimento del danno erariale. L’accusa è quella di aver affidato incarichi illegittimi nel 2000. In quella occasione Margani rimosse il responsabile dell’ufficio tecnico Luigi Tuzi affidandogli un altro incarico sempre all’interno del Comune. Arrivò dunque un altro ingegnere, Pietro Mazzone, un esterno.

a.l.