LA PROTESTA

Polizia, sindacato scrive al questore, «a Chieti uso ‘improprio’ del poliziotto di quartiere»

«Agenti mortificati svolgono mansioni a loro estranee»

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poliziotti di quartiere
CHIETI. Poliziotti ‘addestrati’ per svolgere determinati compiti si ritrovano a fare tutt’altro.

Utilizzati per essere «tappabuchi nei posti più disparati». E’ questa la denuncia inoltrata dal segretario generale del sindacato di polizia Consap di Chieti, Mauro Giannetta, al questore.
Giannetta parla nella sua lettera di «gravi irregolarità» e «gravissime violazioni» dell’ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Chieti e spiega di essersi rivolto al questore a causa «dell’assordante silenzio e immobilismo» del dirigente dell’ufficio.
Nonostante il sindacato abbia fatto notare che i compiti stabiliti per il poliziotto di quartiere siano chiari e precisi si continuerebbe ad affidare mansioni non consone al ruolo.
Il sindacato denuncia l’ impiego del personale specializzato «in modo del tutto arbitrario e privo di qualsivoglia logica». I poliziotti di quartiere, in forza alla Questura di Chieti, spiega meglio Giannetta «vengono impiegati per i servizi più disparati, quali: volante, ordine pubblico, corpo di guardia, ecc… , e quando non altro, incaricati a ritirare la posta dal posto fisso di Polizia presso l'Ospedale Civile od a svolgere altre mansioni “di favore” per questo o quell'Ufficio, ma sempre estranee alla loro professionalità».
Giannetta riconosce che così facendo, in alcuni casi si sta tentando di porre rimedio alla mancanza di personale, ma questo «non giustifica la circostanza che ormai i poliziotti di quartiere, sul territorio di Chieti, vengono oramai usati come tappabuchi nei servizi più disparati, mortificando così quotidianamente la loro professionalità acquisita dopo aver superato il previsto corso di formazione a spese dei contribuenti»
Per il sindacato «tutto ciò è inaccettabile ed estremamente grave», poiché si rischia di far giungere al personale il falso messaggio che le circolari emanate dal Superiore Dipartimento possano essere disattese e non rispettate anche dai vertici Dirigenziali della Questura».
Giannetta ricorda infine che il poliziotto di quartiere è «una figura indispensabile» quale “sensore” sul territorio della vita del quartiere e solido punto di riferimento per il cittadino e tutto ciò sta già allarmando associazioni, esercizi commerciali ed Istituzioni locali che hanno visto diminuire notevolmente la vigilanza a banche, uffici postali, scuole, oratori in orari particolari della giornata, da sempre obbiettivo di balordi e malintenzionati.